La domanda del proprietario del “lato privato”, Lodovico Scarampi, e del consigliere del CDC Riccardo Lazzerini

IMPRUNETA – Le vicende del Parco del Sant'Antonio si trascinano da tempo, da un po' di tempo a questa parte anche in tribunale.

 

Diviso fra una parte privata, di proprietà di Lodovico Scarampi, e una parte pubblica, donata al Comune di Impruneta all'inizio degli anni Ottanta dalla cugina di Scarampi.

 

Sicurezza e fruibilità sono da sempre all'ordine del giorno, in quello che è diventato anche un contenzioso legale fra lo stesso Scarampi e l'amministrazione comunale imprunetina.

 

Visitiamo il Parco (la parte privata ovviamente) assieme a Scarampi e al capogruppo in consiglio comunale del Coraggio di Cambiare, Riccardo Lazzerini.

 

"Non entro nel merito – dice Lazzerini – del contenzioso fra Scarampi e l'amministrazione comunale. Da consigliere comunale e da cittadino vorrei però segnalare che l'ingresso al Parco del Sant'Antonio è chiuso da giorni e giorni. E mi chiedo perché".

 

"Il parco è in sicurezza? – chiede Lazzerini – Se non lo è sindaco e giunta dovranno dare delle risposte al fatto che l'unico parco pubblico nel centro del paese, in cui lo stesso rione Sant'Antonio ha investito risorse e tempo, in cui è stato fatto "Puliamo il Mondo", è inaccessibile. O forse si cerca di mantenere, "alla zitta", uno status quo?".

 

"Perché è chiuso? – rilancia Scarampi – Sarebbe un parco pubblico o no? La domanda nasce dalla disputa che mi vede, mio malgrado, coinvolto da tempo, ovvero sulla manutenzione del parco".

 

"Il sospetto – rincara – è che lo tengano chiuso per non rischiare niente, dopo che hanno capito che ci sono problemi di sicurezza. Io ho fatto causa al Comune, c'e' stata un Ctu (accertamento tecnico, n.d.r.) che di fronte alla complessità della situazione ha chiesto l'ausilio di un tecnico forestale".

 

"Dalla relazione tecnica – prosegue Scarampi – anche se in maniera un po' sfumata, hanno detto che lo stato manutentivo era carente, contraddicendo quel che ha detto il Comune quando si è costituito in opposizione".

 

"Tanto che il giudice – prosegue – il 18 novembre scorso, in presenza di questa relazione tecnica, che certificava la presenza di alberi pericolanti, ha parlato di una situazione di pericolo oggettivo. Il Comune quindi non può più ignorare questa situazione, sancita in una pubblica udienza".

 

"Mia cugina ha donato il parco agli inizi degli anni Ottanta – ricorda in conclusione Scarampi – in perfette condizioni. E il Comune l'ha mandato in malora. Tanto che adesso lo tiene pure chiuso!".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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