IMPRUNETA – Il progetto “Ceramiche rinascimentali nel paese del cotto. Laboratorio archeologico, fra ricerca e formazione”, che coinvolge direttamente il Comune di Impruneta, fa un altro passo in avanti.
Dopo la firma della convenzione tra Comune, Sovrintendenza e Università di Firenze, seguita dalla conferenza a Palazzo Panciatichi insieme al presidente del consiglio regionale, tutti i reperti sono stati trasferiti a Tavarnuzze, presso il locale appositamente destinato nella sede del Comune.

Si tratta del patrimonio rinvenuto casualmente da parte di un privato a Impruneta, due anni e mezzo fa, di oltre 30mila frammenti di ceramiche riconducibili al periodo rinascimentale.
A marzo è previsto un incontro con la cittadinanza per presentare l’attività “Archeologia della produzione nel Paese del cotto” e dare il via a una nuova fase del progetto, cioè alla possibilità di rendere accessibile al pubblico il locale di Tavarnuzze e di conseguenza permettere ai cittadini e ai ragazzi delle scuole di avere un ruolo attivo nella fase di ricerca e pulizia dei reperti, per realizzare il laboratorio-museo archeologico che è ipotizzato come meta del progetto.

“Un altro passo verso un grande obiettivo finale – dichiara il vicesindaco Matteo Aramini – Si percepisce un profondo interesse e volontà operativa da parte dei tanti soggetti del territorio che hanno contribuito al progetto. Il percorso è ancora molto lungo, ma se riuscissimo ad arrivare al traguardo finale, ed io ci credo fortemente, doteremo il nostro territorio di un elemento di altissimo valore artistico”.
di Redazione
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