IMPRUNETA – E' arrabbiato il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei. E non fa niente per nasconderlo.
Le modifiche sulla linea Ataf 37, predisposte dal gestore del trasporto senza comunicazioni all'amministrazione comunale, lo hanno contrariato: sia nel merito che nel metodo.
"Quello che fa rabbia – dice al Gazzettino del Chianti – è che questa amministrazione non è nemmeno stata avvertita. Quale membro del “tavolo tecnico provinciale” per i Comuni del Chianti (nominato quando ero ancora consigliere), sono stato più volte convocato addirittura per linee che riguardavano solo Firenze".
"Trovo grottesco – sottolinea – che una decisione del genere, non solo non sia stata condivisa con questa amministrazione, ma ne siamo venuti a conoscenza casualmente con l’affissione dell’avviso di cambiamento del percorso alle paline".
Fin qui l'arrabbiatura sul metodo. Poi, nel merito: "Dalle informazioni che sono riuscito ad avere, lo spostamento sarà causato da lavori che devono essere fatti in via dei Serragli, e sarà di molti mesi se non di anni".
Poi, la promessa: "Gli utenti possono stare certi che vigileremo, e chiederemo sin da subito “report di percorrenza” dei mezzi da Tavarnuzze alla Stazione S.M.N. Come segnalato nella lettera che vi ha inviato una lettrice (clicca qui per leggerla), chi lavora in Oltrarno (e sono molti) dovrà cambiare linea".
"Visto che la linea 11 – dice ancora Calamandrei, che sul trasporto pubblico locale è sempre stato un esperto – continuerà a passare sul vecchio percorso interno all’Oltrarno (e qui sta il mistero), non aveva forse più senso far passare internamente le linee (36 e 37) che provengono dall’esterno, piuttosto che la linea 11 che parte da Due Strade e dove gli utenti possono tranquillamente scegliere se passare internamente o lungo i viali?".
"Non nego la mia arrabbiatura – rimarca – Innanzi tutto per il mancato coinvolgimento delle istituzioni, e la totale assenza di comunicazione. E’ vero che un Comune (Firenze) è libero di scegliere i percorsi più consoni all’interno del proprio territorio, in base alle oggettive difficoltà di lavori da svolgere sulle strade, ma visto che a subirne saranno direttamente i cittadini di territori limitrofi, un coinvolgimento era indubbiamente auspicabile. Così non è stato".
"Potrei entrare nel merito di molte altre questioni riguardante il trasporto pubblico nella nostra zona – dice ancora allargando lo sguardo oltre le modifiche al 37 – ad iniziare da una gara regionale che da oltre quattro anni obbliga i comuni ad andare avanti con “ordini di servizio” e che ancora non vede la fine, passando per le continue sovrapposizioni di autobus (Ataf, Cap, Sita), che rendono anche ai geni della matematica la vita difficile per il concepimento di un orario assurdo. O al mancato cadenzamento che da anni viene richiesto per la linea urbana ma che pare essere più difficile da realizzare che una navetta spaziale per marte. Ma eviterò".
"Mi adopererò sin da subito – conclude Calamandrei – per trovare possibili soluzioni alternative (e ce ne sono ma c’è chi continua a fare orecchie da mercante), e metterle in pratica nell’immediato. Proprio per ovviare all’allungamento del tempo di percorrenza che porterà ulteriori disagi ad un trasporto pubblico sempre più a pezzi per le linee su gomma, e che in molti, forse troppi, continuano a riempirsi la bocca sulla sua importanza senza poi dar seguito alle parole".
di Matteo Pucci
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