Spiega perché ha deciso di ritirarsi dalla corsa delle primarie del Partito democratico di Impruneta per la candidatura a sindaco (clicca qui) e perché ha deciso di sostenere uno dei due contendenti rimasti in gara, Alessio Calamandrei (clicca qui per vedere la loro prima uscita pubblica insieme).
Joele Risaliti (in foto) era stato il primo ad auto-candidarsi a sindaco molti mesi fa nelle fila del Pd imprunetino. E a distanza di poche settimane dalle primarie del 7 aprile ha deciso di dire basta: "L'apparato – spiega Risaliti rilanciando subito un bel masso pesante nel campo avversario – dirà che ho avuto paura e che mi sono accontentato di una seggiola, forse dimenticando che loro stessi erano venuti a proporre diverse soluzioni di seggiole in cambio del mio appoggio/ritiro verso Marco Pistolesi".
"La mia scelta – ammette – non è stata sicuramente facile, soprattutto è stata dettata da una esigenza politica che si è creata dopo l'ultima Unione Comunale del Pd Impruneta. Con lo stop al doppio turno, l'area del rinnovamento, di tutti quelli che chiedono una politica rivolta al cittadino e non rinchiusa nella torre d'avorio, doveva fare una scelta, io l'ho fatta e in piena autonomia ho deciso di ritirarmi per far convergere una maggiore area di consenso verso Alessio Calamandrei che ha condiviso con me tutto questo percorso".
Poi l'appello "a tutte quelle persone che hanno creduto in me, che sono venute a parlare con me, io vi chiedo di non perdere la speranza di una Impruneta diversa dove gli amministratori sono nelle piazze, dove si affrontano i temi legati all'edilizia scolastica con tempi certi e non lasciando che le nostre scuole diventino scolapasta".
"Dove la Fornace Agresti – conclude – sia oggetto di un piano di gestione economica e finanziaria, dove per la piazza Buondelmonti non si parteci ad un bando vincendo 500.000 mila euro che molto probabilmente saremo costretti a restituire. Molte sono le cose che dobbiamo affrontare per il futuro del nostro paese. Se vogliamo cambiare dobbiamo farlo partendo dalle persone".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























