L'incontro finale era previsto per oggi pomeriggio: mercoledì 13 marzo dalle 18… a oltranza. Così era stato deciso in un incontro della scorsa settimana alla presenza del segretario regionale di Sel, Maurizio De Santis, e di quello metropolitano del Pd, Patrizio Mecacci.
Sarebbe stata l'occasione in cui chiarire definitivamente se a Impruneta, in vista delle elezioni amministrative di maggio, avrebbe potuto davvero nascere una coalizione di centrosinistra con, all'interno, oltre a Pd e Psi, anche Sel e Indignamoci.
Ma anticipando la riunione, l'unione comunale del Pd imprunetino nella serata di martedì 12 marzo ha votato a larga maggioranza (19 a 10) la decisione che chiude definitivamente le porte all'alleanza, sottoscritta il 17 dicembre scorso e poi "congelata" per mesi. Porta chiusa, si va da soli (o al massimo, come nel 2008, assieme al Psi)
Un fulmine a ciel sereno, che ha fatto andare su tutte le furie Sel, fino al suo vertice regionale: "Sia chiaro una volta per tutte – sottolinea il segretario regionale De Santis (in foto) – Il Partito democratico di Impruneta ha deciso, in maniera unilaterale e pregiudizialmente, di non dar vita a un percorso comune con Sel e di rifugiarsi di nuovo nell'autosufficienza".
"E lo ha fatto – prosegue De Santis – sbagliando nei tempi e nei modi. Siamo rimasti letteralmente basiti nel sapere che la sera prima dell'incontro finale e chiarificatore l'unione comunale del Pd imprunetino aveva deciso. E' una situazione spiacevole, irritante e preoccupante. Siamo stati a lungo a lavorare, a limare il programma, a cercare di capire, e poi ci si trova di fronte a una rottura di questo genere. Lo ripeto, sono basito, arrabbiato e amareggiato".
"In tutta la Toscana – prosegue De Santis – si procede in un percorso comune e soddisfacente fra Sel e Pd. Qui a Impruneta, dove forse ce ne sarebbe anche molto più bisogno che altrove, no".
E adesso? "Sel – conclude De Santis – riunirà il suo circolo di Impruneta e farà le sue valutazioni. Che partiranno da un dato di fatto: a Impruneta si percepisce una grande voglia di cambiamento che il Partito democratico non è assolutamente in grado di interpretare. Quella finestra si è chiusa, adesso tenteremo di aprirne altre".
di Matteo Pucci
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