Lettera di un cittadino: “Continuano a buttare soldi in rattoppi e in improbabili caroselli”

IMPRUNETA – Sul caso-scuole che sta travolgendo Impruneta, con richieste sempre più pressanti da parte di genitori e società civile all'amministrazione comunale di indicare nel più breve tempo possibile la soluzione definitiva delle tante problematiche strutturali, riceviamo e pubblichiamo la lettera qui sotto.

 

Caro Direttore,

A proposito dell’emergenza scuole a Impruneta, “spippolando” su Internet mi sono imbattuto su una definizione di emergenza come “condizione critica conseguente  al verificarsi di un evento, di un fatto od una circostanza improvvisa e potenzialmente pericolosa per la incolumità delle persone e/o dei beni e strutture e che richiede interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla normalità”.

 

Con tutto l’impegno possibile non sono riuscito ad applicare questa definizione alla situazione scolastica imprunetina a meno di non voler considerare l’incuria e l’imperizia come sciagure riconducibili a atto di Dio o capriccio della Natura.

 

Dalla riforma degli anni sessanta le amministrazioni che si sono succedute non sono state in grado di tirar fuori uno straccio di programma per l’adeguamento edilizio delle scuole ma hanno badato a rattoppare a costi esorbitanti edifici palesemente inadatti sempre in nome dell’emergenza e della provvisorietà.

 

Eppure negli ultimi dieci anni i vertici comunali erano occupati da due insegnanti di scuola dell’obbligo!

 

Nel 2009 esaminai la situazione dell’edilizia scolastica e indicai un percorso decisionale basato sulla scelta di un modello educativo e sulla valutazione dei bacini di utenza, non necessariamente coincidenti con i confini burocratici.

 

Inviai poi l’analisi a tutti i portatori di e-mail conosciuti, sindaco, consiglieri e assessori inclusi. Reazioni: zero.

 

E’ sempre odioso auto citarsi ma l’ho fatto per sottolineare come anche per un normale cittadino fosse già evidente l’urgenza di predisporre un piano di edilizia scolastica anche in assenza di disponibilità finanziarie immediate. 

 

Ora che i finanziamenti per la scuola potrebbero (forse) arrivare grazie all’iniziativa di Renzi al quale si dice il sindaco si rifaccia, Impruneta resterà al palo non avendo nulla preparato, tantomeno un progetto cantierabile.

 

Pur tenendo conto dei mille alibi burocratici a disposizione dell’amministrazione resta nei fatti che si è preferito spendere una montagna di soldi in un progetto di arredo urbano piuttosto che avviare un piano di edilizia scolastica.

 

Continueremo quindi a buttare soldi in rattoppi e in improbabili caroselli che rischiano di sperperare soldi senza costrutto. Io, al contrario dell’amministrazione, ritengo che le questioni importanti come una nuova scuola, debbano venire prima di quelle urgenti.

 

Tutti stanno dicendo la loro nella polemica sugli insediamenti scolastici: geometri e immobiliaristi, burocrazia comunale e partiti, mamme e nonne appiedate o automunite, commercianti e ristoratori, insomma il cosiddetto indotto e tutto ciò che ruota economicamente e socialmente attorno alla scuola.

 

Ma allora chi si occupa davvero della istruzione e dell’educazione dei ragazzi (e degli adulti)? Insegnanti fate sentire la vostra voce forte e chiara! Non limitatevi a lamentazioni per via burocratica che nessuno mai si degnerà di leggere.

 

Giuseppe Aglietti

di Redazione

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