IMPRUNETA – Colpo di scena nell'"epopea" della realizzazione delle nuove scuole di Impruneta ai Sassi Neri. A raccontarla sono, in una nota congiunta, i gruppi di opposizione Il Coraggio di Cambiare, M5S, Obiettivo Comune.
"L'8 giugno scorso – esordiscono – il sindaco e la segreteria del Pd hanno invitato le opposizioni nella sala consiliare di Impruneta per informarle dell’intenzione dell’amministrazione comunale di rescindere il contratto con la Fornace Pesci (leggi Convenzione Urbanistica del 18/7/2014) e di voler procedere direttamente a costruire la nuova scuola materna di Impruneta, previa acquisizione dei fondi necessari, pari a 2.750.000 euro".
"A questo scopo – spiegano ancora – l’amministrazione ha previsto anche la vendita all’asta della parte anteriore dell’edificio attualmente affittato alla Pubblica Assistenza di Tavarnuzze. Il Comune, nel frattempo, ha riacquisito la piena agibilità del terreno in località Sassi Neri, dove dovrebbe sorgere la nuova scuola materna, in quanto deve effettuare la bonifica del terreno inquinato da materiali di discarica che richiederà, a detta del sindaco, circa nove mesi di tempo, cioè fino alla primavera 2018, periodo previsto per le prossime votazioni amministrative a Imprunta".
"Questo terreno – rimarcano – era stato messo da tempo a disposizione della Fornace Pesci, in linea con la C.U. del 2014, la quale aveva provveduto a recingere completamente l’area e ad avviare le prime indagini per la ricerca dei residuati bellici. Dopo aver preso atto di quanto sopra, abbiamo consigliato il sindaco di chiedere un parere ad uno studio legale per tutelare l’amministrazione di Impruneta da eventuali richieste di danni da parte della Fornace Pesci".
Poi partono all'attacco: "Questa decisione, presa dal sindaco con estremo ritardo ed in maniera molto confusa, sancisce definitivamente l’impossibilita di realizzare a Impruneta qualsiasi edificio scolastico nella presente legislatura nonostante i fondi cospicui assegnati dal CIPE per la scuola primaria, fondi dei quali le opposizioni sono, ovviamente, soddisfatte. Le opposizioni rilevano, comunque, il completo fallimento del Progetto Scuola sul quale si fonda il programma di legislatura del sindaco".
"Per tale Progetto – rincarano – anche effettuare le necessarie riparazioni alla sede della scuola materna di via Roma (rifacimento del tetto e scannafosso lato strada) era un obbiettivo “troppo limitato” e, per questo, nel 2013 il sindaco ha chiuso irrevocabilmente detta scuola senza avere a disposizione una alternativa valida e definitiva, trasferendo gli alunni (ormai sono 4 anni) in alcuni locali della scuola elementare. Dopo oltre 40 anni dallo spostamento nella sede di via Roma degli alunni della scuola materna, siamo tornati alla situazione precedente, così apprezzata dai genitori da essere chiamata… il pollaio”.
"E pensare – concludono – che il problema principale da risolvere per gli imprunetini era la costruzione di una nuova scuola media, problema anch’esso risolto dal sindaco con la chiusura di quella esistente ed il trasferimento nel plesso di Tavarnuzze".
di Matteo Pucci
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