TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – E' sempre un onore (e un orgoglio) per un giornale come Il Gazzettino del Chianti, diventare il luogo in cui si raccontano i nostri paesi. Le loro storie, le loro gioie e dolori, i loro personaggi. In cui si ricorda anche chi, purtroppo, non c'è più.
Come Franco Benincasa, personaggio molto conosciuto a Tavarnuzze, scomparso per un attacco di cuore il 2 ottobre del 2012: aveva 81 anni e molti di questi li ha passati cercando di dare una mano agli altri.
"E' stato – ci racconta la figlia Giusy – presidente del centro handicappati di Tavarnuzze, ma anche presidente dei volontari della casa di riposo. Che poi è stata riassegnata come centro di prima accoglienza e banco alimentare".
"Una realtà – tiene a ricordare – che riusciva a sfamare 70 famiglie di Tavarnuzze. E se non ci arrivava il banco… ci arrivava lui di tasca sua. E poi vestiti, mobili, giocattoli: non mancava niente. Si dava da fare mattina e sera, facendo anche l'accompagnatore per i disabili, nonostante fosse cardiopatico".
Una vita di lavoro quella di Franco Benincasa, perito industriale divenuto uno stimato funzionario della Rai che, come ricorda ancora Giusy, "era un grande lavoratore".
Tanto da essere stato nominato Maestro del Lavoro tre mesi dopo essere andato in pensione, e cioé nel maggio del 1991, dall'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
"Fino alla sua morte – sottolinea concludendo – non ha solo accudito la sua famiglia, ma anche tutta la popolazione bisognosa di Tavarnuzze. Ha fatto volontariato per ben 30 anni, è stato donatore di sangue, rispettato da colleghi e amici. Ma sopratutto un uomo dal cuore immenso".
di Matteo Pucci
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