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domenica 14 Agosto 2022
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    “Acqua ed energia: come si comportano aziende e cittadini del nostro territorio verso questi due grandi temi?”

    "Manca un piano sul come gestire i servizi, sia nel pubblico che nel privato. E i cittadini dovrebbero capire che non basta andare a votare ogni 5 anni..."

    Spettabile direttore, mi rivolgo a te con questa mia lettera per sollevare un tema che a me sembra di grande importanza anche per il nostro territorio.

    Mi riferisco all’emergenza servizi. E non mi voglio riferire solo al problema dell’energia e della siccità, che ora vanno di moda, ma più in generale a tutti quei servizi di cui nessuno sembra accorgersi che impediscono la crescita e lo sviluppo dei nostri territori.

    Sarebbbe troppo facile incolpare i Comuni di questa situazione. Che comunque sicuramente hanno delle responsabilità, soprattutto in merito alla gestione, con accordi spesso frutto di compromessi incomprensibili ai cittadini.

    Che si accorgono dei problemi quando esplodono le crisi e poi se ne dimenticano, salvo protestare qualche volta quando ci sono poblemi sui costi ed aumenti delle bollette.

    Veniamo ai due temi più importanti. Comincerò con l’energia per dire subito che neppure ora, pur essendo in emergenza, mi sembra ci sia da parte dei nostri cittadini la necessaria attenzione e sensibilità su questo tema.

    Di facile comprensione e su cui tutti possono intervenire per ridurre i consumi, o per indirizzarsi verso nuove fonti meno inquinanti ed anche più economiche.

    Costretti dall’emergenza gli enti pubblici indicano con grande ritardo le “comunità energetiche” quale possibile soluzione, ma ormai siamo alle porte dell’autunno ed anche volendo attuarle è poco il tempo per le realizzazioni per metterle in pratica.

    La mia domanda è la seguente: ma come con gli aumenti dei costi che ci sono stati in questi ultimi anni, ci siamo accorti solo ora dell’aggravio sui bilanci pubblici che non sono più sostenibili?

    Perché il problema non è stato sollevato a livello privato dalle aziende del nostro territorio, colpite anch’esse dagli stessi problemi?

    La risposta secondo me c’è ed è la seguente: noi paghiamo le tasse ed ai servizi ci deve pensare il pubblico, cioè la politica.

    I cittadini vanno o meno a votare ogni cinque anni e poi delegano agli eletti e si dimenticano delle istituzioni, salvo ingenti e contingenti necessità personali.

    Stesso discorso per l’acqua, ceduta in gestione ad enti pubblico-privati che dovevano investire sul territorio per realizare invasi che facessero da riserva per i periodi di siccità. Che non si sono visti e che nessuno ha mai sollecitato anche se previsti nelle concessioni.

    Stesso discorso potrebbe essere fatto per altri servizi che incidono complessivamente sullo sviluppo di un territorio come il nostro, frenandone lo sviluppo.

    Manca, cioè, un piano sul come gestire i servizi, sia nel pubblico che nel privato. E i cittadini dovrebbero capire che non basta andare a votare ogni 5 anni, ma occorre selezionare una classe politica e partecipare alla vita pubblica delle nostre comunità.

    Poiché il modo nel quale sono amministrati i nostri territori dipende dalla partecipazione di ognuno di noi.

    Non ci si può lamentare della politica solo quando ci grattano la pancia o quando ci frugano in tasca. E le responsabilità sono proporzionalmente complessive, cioè di tutti noi.

    Rino Capezzuoli

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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