Ex insegnante della scuola di Panzano: “Dietro ai numeri ci sono bambini e famiglie”

Antonella Daddi commenta la possibile mancata formazione di una prima classe: "E' sempre stata concessa, anche quando ci sono state difficoltà"

Ho insegnato per circa trent’ anni nella scuola primaria di Panzano e, sentendomi sinceramente indispettita dalla notizia che la prossima classe prima risulta a rischio, mi sento di dire due parole anch’io.

Pur nella consapevolezza della possibilità di frasi fatte, essendo considerazioni (le mie) dettate dal buon senso comune.

Che tutti sembrano dimostrare tranne, forse, l’Ufficio Scolastico Regionale: che ha qualche difficoltà ad immaginare che dietro ai numeri di cui si occupa ci siano bambini con le loro aspettative e con le esigenze delle loro famiglie.

Forse è utile ricordare che il plesso di Panzano ha rappresentato nel tempo uno dei punti di forza del Circolo Didattico di Greve in Chianti.

A Panzano è stata realizzata la prima biblioteca di plesso con tutte le iniziative ad essa connesse, i primi laboratori teatrali negli anni ’90 con una continuità che dura fino ad oggi, le prime esperienze di accoglienza massiccia di alunni stranieri con i seguenti necessari aggiornamenti per una didattica inclusiva.

Le tante iniziative con il territorio, le classi aperte e i piccoli gruppi permessi proprio dalla caratteristica di un plesso con un ciclo completo.

Ricorderei anche che ci sono stati altri periodi con flessioni di natalità sulla classe prima ma, con la presenza della Direzione e del Comune convintamente schierati a sostegno di una battagliera popolazione locale, la classe prima è sempre stata concessa.

Come membro per tanti anni del Consiglio di Istituto ho partecipato anche al complesso “salvataggio” del plesso di San Polo, con l’istituzione della sezione montessoriana, per cui ritengo sia possibile e doveroso cercare una soluzione anche per il plesso di Panzano.

Se non altro per equità di trattamento dei piccoli plessi. E senza penalizzazione non solo per quei bambini che potrebbero essere costretti a un pendolarismo non scelto e non desiderato, ma anche per tutto il paese, che ha sempre sostenuto la propria scuola.

Che comunque, pur affrontando un momento di disagio dovuto all’attesa della ristrutturazione dell’edificio scolastico, rappresenta un prezioso centro di unità e di integrazione.

Antonella Daddi

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