Vi invio la lettera inviata al Prefetto Laura Lega, al Presidente Enrico Rossi, al Sindaco Nardella e ai loro uffici competenti riguardante il problema degli ungulati e dei nocivi nella zona di Soffiano/Marignolle/Torregalli, dove insistono i campi che coltiva la mia azienda agricola. Da tempo ho più volte denunciato che la totale sospensione di ogni tipo di attività di gestione e il non applicare il regolamento di polizia municipale che impone ai proprietari dei terreni incolti di tenerli sfalciati e puliti ha reso impossibile coltivare e molto pericoloso il transito nelle strade limitrofe soprattutto la notte. Ringraziando per l’attenzione
Egregio Sig. Presidente, Egregio Sig. Sindaco,
Questa ulteriore lettera rappresenta un ultimo e flebile grido da parte di una azienda che il malgoverno del territorio è riuscito a mettere finalmente in ginocchio in modo definitivo.
Non sto a riepilogare le tappe di questa lunga e, nonostante le numerose promesse fatte dalle vostre amministrazioni negli ultimi 4 anni, irreversibile e lenta agonia (di cui gli uffici competenti sono bene a conoscenza) alla quale avete sottoposto l’ultima azienda agricola nella zona di Soffiano nel comune di Firenze, forse considerata un reperto archeologico in una zona sulla carta a vocazione agricola ma de facto votata alla residenzialità ed ad attività ad essa connesse; ma in buona sintesi il non prendere una decisione in merito alla gestione del territorio in materia di nocivi, ungulati e cura del territorio ha portato a danni economici irreversibili per la nostra attività che, uniti all’assordante silenzio dei vostri uffici in merito a qualsiasi soluzione, porteranno all’abbandono dei terreni di Soffiano e il trasferimento in un altro comune di questa azienda, che oramai non riesce più a produrre a causa di una non gestione del territorio da parte delle amministrazioni competenti.
Tutto questo dopo 10 anni esatti nei quali ho personalmente portato avanti una tradizione familiare agricola che parte dai primi del 900, recuperando campi abbandonati resi fruibili anche alla cittadinanza, almeno prima di recintarli con fili elettrificati per cercare, in modo purtroppo non efficace, di contenere i danni da cinghiale.
Nel 2013 abbiamo presentato al consiglio di quartiere 4 di Firenze un piano di recupero per circa 10 ettari di terreni abbandonati con la creazione di un parco agricolo di pubblica fruizione, dove a nostre spese veniva creato un percorso verde ed attrezzato tra i campi coltivati. A parte la totale indifferenza verso questo progetto, adesso sarebbe difficilmente realizzabile visto che al posto delle panchine dovremmo mettere mangiatoie per cinghiali…
Mi preme ricordare che il territorio toscano tanto amato nel mondo è frutto di secoli di lavoro da parte degli agricoltori, che negli anni hanno coltivato i loro campi e gestito tutto l’ambiente circostante. La volontà politica di sostituirsi a questi ultimi rivela la totale inadeguatezza di questa classe dirigente che pur di non sbagliare non prende nessuna decisione in merito e quando lo fa dà il via ad un vergognoso rimpallo di competenze che porta inesorabilmente ad un vicolo cieco.
Non è bastato nemmeno l’incidente con un cinghiale che proveniva dai miei campi di cui è stata vittima nel 2017 la Senatrice Caterina Biti a far capire il livello di allarme della situazione.
Quanti incidenti analoghi dovranno verificarsi prima di farvi attuare una politica unitaria da parte delle vostre amministrazioni volta alla tutela del territorio ed a chi ci vive e lavora?
Quante altre aziende agricole dovranno chiudere mentre i politici presiedono alle inaugurazioni dei mercati a chilometro zero nelle piazze delle città, seguiti dagli ottimi buffet offerti dalle nostre associazioni agricole?
Quanti agricoltori saranno costretti ad abbandonare casolari e campi per far posto a nuove lottizzazioni, deruralizzazioni e coloniche divise in appartamenti con piscine e ampio parcheggio per suv?
Questa è la politica che si merita questo territorio?
Vi ringrazio per la vostra attenzione e vi auguro buon lavoro
Tommaso Bencini
di Tommaso Bencini
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