Lettera aperta del Comitato di Vallina: “Unica soluzione per la SP34 è il bypass”

Con il presidio di protesta pacifica si è voluto richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sul problema della sicurezza della SP 34 nella Frazione di Vallina, Comune di Bagno a Ripoli.

 

Nello stesso tempo, obiettivo dei manifestanti è stato quello di sottolineare l'inderogabilità del bypass di Vallina quale decisiva soluzione ai problemi di viabilità e inquinamento (anche acustico) che affliggono la frazione.

 

 

Soltanto con la realizzazione della cosiddetta “Variante di Vallina” sarebbe infatti possibile ottimizzare i collegamenti viari della Valle dell'Arno e, insieme, procedere ad una complessiva riqualificazione tanto della attuale strada provinciale a funzione urbana, quanto – più in generale – del contesto ambientale di riferimento.

 

Non a caso, tra i propositi manifestati anche recentemente da ANAS (Ente incaricato dell'esecuzione dell'infrastruttura) vi è pure quello di creare un grande parco fluviale agricolo a beneficio della collettività, uno spazio verde lungo l'ansa del fiume sul lato del comune di Fiesole capace di valorizzare il patrimonio rurale dell'area in questione.

 

È utile ricordare a tal proposito che, come affermato dalla Corte Costituzionale il 22 maggio 1987, la salvaguardia dell'ambiente è strettamente connessa al diritto alla salute della persona ed è qualificata come interesse “unitario” di rilievo costituzionale, dal momento che comprende "la conservazione, la razionale gestione ed il miglioramento delle condizioni naturali (aria, acque, suolo e territorio in tutte le sue componenti), la esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici terrestri e marini, di tutte le specie animali e vegetali che in esso vivono allo stato naturale ed in definitiva la persona umana in tutte le sue estrinsecazioni. Il territorio tra il comune di Bagno a Ripoli (ovvero la frazione di Vallina) ed il comune di Fiesole (ovvero la frazione di Quintole) è attualmente luogo di cesura e non di socialità".

 

L'opera in questione, di notevole qualità architettonica, sarebbe in grado, qualora fosse realizzata, di collegare due aree che, a dispetto della loro prossimità, sono attualmente separate dal corso del fiume Arno. Seguendo la discesa del fiume verso Firenze, il traffico scorre sulla sinistra dell'Arno lungo la strada provinciale che taglia l’abitato di Vallina (con gravissimi problemi per la vivibilità di tale abitato) mentre sulla destra attraversa centri abitati come Quintole, creando disagi legati quasi esclusivamente al pendolarismo. I problemi di sicurezza stradale sulle due arterie esistenti sono inoltre assai gravi: prova ne sia l’elevato numero di incidenti stradali, tra cui alcuni mortali, di cui esse sono state troppe volte teatro.

 

A dispetto del procedimento di Via recentemente adottato dalla Regione Toscana, i lavori utili alla costruzione del doppio ponte di Vallina sono stati ancora una volta bloccati a causa delle resistenze opposte da una Soprintendenza evidentemente condizionata dalla riluttanza manifestata da Italia Nostra Onlus, schieratasi con un ricorso al Tar a difesa dei presunti diritti di uno sparuto gruppo di cittadini residenti nelle due abitazioni comprese tra le sponde del fiume e vicine al luogo destinato ad ospitare parti significative dell'opera.

 

I membri del Comitato di Vallina sono grati alla Regione Toscana, che, dopo aver adottato il procedimento di Via, ha saputo mantenere ferma la propria posizione anche di fronte ad una Soprintendenza dichiaratasi nuovamente ostile al progetto in virtù di quello che i sindaci dei vari comuni interessati hanno definito "un presunto errore procedurale".

 

Purtroppo, a causa di questi ulteriori ritardi, la copertura finanziaria totale prevista dalla Legge di Stabilità 2016 per il compimento della «Variante dell'abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull'Arno e riclassificazione della SP 34» rischia di andare perduta con la fine del prossimo anno.

 

Sia come cittadina che come membro del comitato di Vallina, ho appreso con piacere che i comuni interessati dall'infrastruttura (in un primo momento Bagno a Ripoli e Pontassieve, ma successivamente anche Fiesole) hanno deciso di restare accanto alla Regione opponendosi anch'essi al ricorso di cui sopra.

 

Mi auguro che gli stessi sindaci, candidati al nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Firenze, possano sempre più prendersi cura della nostra situazione e quindi mettere in sicurezza la viabilità della Frazione, salvaguardando così il benessere dei suoi abitanti. In conclusione, è possibile osservare come, per via dei lavori di ampliamento di alcune strade situate a monte dell'area interessata, molti automobilisti e autotrasportatori ultimamente preferiscano percorrere la SP34 invece dell'autostrada, mentre per i prossimi anni le statistiche prevedono sulla stessa tratta un aumento del traffico viario.

 

Lascio a voi immaginare le conseguenze di tale incremento su un'area come quella di Vallina, già gravemente penalizzata dal traffico e, conseguentemente, dall'inquinamento acustico e atmosferico.

 

Per il Comitato di Vallina Elena Mechi

di Elena Mechi – Comitato di Vallina

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