“Amministrative, la scomparsa dal Chianti del M5S: faccio tre ipotesi”

Caro Direttore. Ho letto il tuo Editoriale relativo alla "scomparsa" del MoVimento 5 Stelle dalla scena elettorale del Chianti(o almeno di gran parte dei suo comuni).

 

Correttamente, ti limiti ad una constatazione e non prosegui in un commento politico. Il tuo ruolo e la funzione del tuo giornale non lo permettono.

 

Da cittadino, io mi sento nella possibilità di farlo. Il MoVimento 5 Stelle, dove c'era, non è riuscito a coagulare attorno ai voti ricevuti e ai consiglieri conquistati un consenso e un radicamento vero e duraturo.

 

Le questioni non sono mai personali in politica, ma, appunto, politiche.

 

Prima ipotesi: i voti ricevuti alle amministrative scorse sono più figli dell'onda di consenso nazionale del movimento, più protesta che proposta, più rabbia che voglia di governare. Come direbbe un politologo come io non sono, più destruens che construens.

 

E infatti, non solo ora, ma fin dall'inizio, tutta quell'energia si è volatilizzata, dispersa, annullata.

 

Seconda ipotesi: i paesi del nostro Chianti non hanno bisogno di "rivoluzioni" e ribaltamenti. La gente del Chianti può anche non essere d'accordo con i suoi amministratori e, infatti, le opposizioni ci sono, anche se generalmente poco incisive e quasi mai competitive elettoralmente.

 

La spiegazione non è lo "strapotere" Pd, ma un diffuso benessere che è anche frutto di un diffuso "buongoverno", della mancanza (benvenuta) di conflitti sociali o politici su temi dirimenti, di politiche amministrative poco caratterizzate (fortunatamente) sul fronte destra/sinistra.

 

Terza ipotesi: a voler essere cattivi, i consiglieri eletti nella scorsa tornata, non hanno dimostrato capacità di aggregazione, di incisività, di consenso. Direi, in generale, di lavoro politico e credibilità sul territorio.

 

Ed è un peccato, perché l'opposizione, anche dura, anche sbracata, anche abborracciata, ècomunque di stimolo alla maggioranza, è strumento di consapevolezza, è occasione di pensiero e riflessione.

 

Chiudo. Non c'è da fregarsi le mani per la perdita del MoVimento 5 Stelle nel Chianti, perché si perdono alla politica anche quelle poche, pochissime persone che vi si erano impegnate.

 

Ma è un insegnamento per chi vorrà impegnarsi nel futuro in quello o in altri movimenti: oltre al cuore, alla passione, alla rabbia, alla contestazione, bisogna affiancare il lavoro, la condivisione, il dialogo, la competenza.

 

Gramsci diceva saggiamente che il vero leader è colui che non solo ha un progetto da realizzare, ma intuisce anche gli strumenti per realizzarlo. 

 

 

Paolo Fantin

di Paolo Fantin

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