Spettabile Redazione,sono un'insegnante della scuola infanzia di Sambuca.
Mi appello a Voi sperando che il Vostro intervento possa velocizzare ciò che la burocrazia impedisce, rendendo il vivere civile esempio, invece, d'inettitudine ed irresponsabilità.
Martedì (secondo giorno di scuola), vengo punta da una vespa mettendo la mano in uno dei cestini nel giardino pieno fino all'orlo. Corro via mentre tutta la mano si gonfia. La reazione sarà poi un braccio enorme fino alla spalla per quasi 3 giorni.
Una volta a casa per infortunio, mi interesso se il nido è stato rimosso. La risposta è che ne hanno trovato un altro anche nel giardino anteriore della scuola.
Passa mercoledì, nessuno leva i nidi di vespe, passa giovedì, ancora nessuno leva i nidi di vespe. Bambini di 2 anni e mezzo insieme a quelli di 5 sono da oltre 2 giorni senza l'uso del giardino, costretti a stare in classe perché?
Perché la procedura è fare la denuncia ed attendere.Io rientro a scuola lunedì. Domani sentirò se la cosa è stata risolta.
Vi scrivo ora (giovedì 20 settembre, n.d.r.), quasi sperando che domattina questo mio appello risulti solo lo sfogo di una maestra, per 3 giorni di gioco all'aperto in calde giornate di sole, impedito ai bambini.
Ma prevedendo il peggio, grazie se dalla voce di un giornale giunge la necessità di velocizzare quelle procedure di semplice intelligenza e praticità umana, che sono invece state del tutto inibite da una burocrazia, che oramai riesce a fare del male anche a bambini di 3 anni.
RingraziandoVi del Vostro lavoro, porgo i miei più Distinti e Cordiali Saluti.
Claudia Rigacci
di Claudia Rigacci
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