Barberino Tavarnelle: “La scelta del nuovo patrono doveva essere occasione di confronto”

In data 26 giugno è apparso sul Gazzettino del Chianti l'articolo "Il Comune di Barberino Tavarnelle ha anche un nuovo Patrono: San Pietro".

 

Viene riferito che, in risposta ad una richiesta avanzata durante la gestione commissariale, è stato l'Arcivescovo di Firenze, che ha decretato e individuato il santo dopo aver esaminato la domanda con il Consiglio Episcopale dell'Arcidiocesi e chiesto il parere dei sacerdoti che reggono le parrocchie del Vicariato foraneo.

 

Io sono curioso ed ho fatto ricerca su come è necessario procedere da parte della Chiesa quando si tratta di scegliere il Santo Patrono.

 

Ho trovato che il Papa che per primo deliberò in merito fu Urbano VIII, Papa Barberini, nel 1630 e che le sue norme per la scelta del patrono furono parzialmente modificate da Papa Paolo VI nel 1973 (dopo il Concilio Vaticano II).

 

La scelta del Santo Patrono, dice Papa Paolo VI, spetta a coloro che godono della sua protezione, e quindi non solo al vescovo ed al clero, ma anche e soprattutto al popolo che è esplicitamente chiamato ad esprimersi mediante pubbliche consultazioni.

 

Nel nostro caso il nome del Santo Patrono è stato comunicato ai parroci della zona a scelta fatta, cioè, a quanto ci viene riferito, ne è stata data comunicazione dopo aver preso la decisione, e sicuramente nessuna forma di consultazione è stata effettuata tra i fedeli.

 

San Pietro è un grande Santo, certamente il primo di tutti, degno di essere il Santo Patrono di Barberino Tavarnelle e di ogni altra località, ma in questo caso si cerca, e quasi sempre è possibile, individuare un santo che abbia un particolare riferimento alla realtà locale (San Lucchese a Poggibonsi, Santa Fina a San Gimignano, Beata Giulia a Certaldo, Santa Verdiana a Castelfiorentino…) , e ciò al di fuori di ogni campanilismo; nel nostro caso potrebbe essere San Giovanni Gualberto, nato, vissuto, morto e sepolto nella nostra zona (ad esso è intitolata una Via a Barberino, una Via a Sambuca, una Via a Firenze, una Via a Vallombrosa, ecc.); ma forse non è l'unico, a mio parere, che abbia queste caratteristiche.

 

Poiché il Gazzettino del Chianti ha dei bravissimi giornalisti, pregherei codesta direzione di incaricarli di ripercorrere l'iter che è stato seguito per questa scelta, ed intendo riferirmi al percorso che ha fatto, vista la mancanza di una preventiva consultazione dei sacerdoti e, soprattutto, dei fedeli, oltre che, mi si consenta, del nuovo Sindaco, della nuova Giunta e del nuovo Consiglio Comunale.

 

Perché, per esempio, non dare vita ad una commissione composta dal clero, da fedeli laici, da rappresentanti delle istituzioni, che si impegni a consultare i parrocchiani, sulla base delle disposizioni emanate da Papa Paolo VI?

 

Forse a noi semplici fedeli c'è qualcosa che è sfuggito o qualcosa che abbiamo capito male. Sappiamo anche che la nostra Diocesi è molto scrupolosa e quindi non riusciamo a vedere le motivazioni dell'accaduto.

 

Il Santo Patrono può ancora essere modificato, oppure, come già successo per esempio a Figline Incisa, a modifica della prima decisione, può essere affiancato da un altro Santo.

 

Termino dicendo che la scelta del nuovo patrono di Barberino Tavarnelle deve essere una occasione di confronto e contatto utile ad irrobustire l'identità della nuova comunità unica, individuando un patrono legato alla storia locale o comunque significativo per tutta la nostra comunità, evitando in ogni caso che si usi il santo patrono a fini strumentali o politici.

 

Ringrazio per l'attenzione, resto a disposizione per ogni chiarimento, e porgo saluti cordiali.

 

Marcello Bardotti

di Marcello Bardotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...