L’Unione Agricoltori scrive ai comuni che risulta abbiano parificato le tariffe della Tari. Si invitano le aziende associate, esercenti l’agriturismo interessate, a segnalare all’unione agricoltori la loro situazione in merito alle imposizioni loro applicate per la tassa sui rifiuti.
Il 17 febbraio scorso il Consiglio di Stato ha emesso sentenza, in merito alla Tari (tassa sui rifiuti) per le aziende agricole esercenti l’agriturismo.
I titolari di alcune aziende agricole esercenti l’agriturismo hanno impugnato le deliberazioni consiliari con cui un consiglio comunale ha approvato il regolamento con cui si equipara, ai fini della Tari, le tariffe per gli alberghi e per gli agriturismi.
Il Consiglio di Stato sostiene che questa parificazione fatta dal Comune, non rispetta i principi di proporzionalità, ragionevolezza ed adeguatezza in merito a categoria, superficie e tariffario; gli agriturismi vengono infatti classificati come utenze non domestiche ed assimilati agli alberghi, utilizzando in maniera rigida il metodo normalizzato e non tenendo conto di riduzioni tariffarie in ragione anche dell’uso non continuativo o stagionale e del volume ridotto rispetto ad un esercizio alberghiero.
Inoltre, secondo il Consiglio di Stato, le finalità e i regimi fiscali tra l’attività agriturista e l’attività alberghiera non sono assimilabili tra loro e queste differenziazioni, avvalorano ulteriormente l’estraneità del settore agricolo all’attività alberghiera, cioè commerciale.
L’attività agrituristica rientra nell’attività agricola, ed è subordinata alla condizione che sia comunque connessa e l’attività agricola resti prevalente.
Producendo però propri rifiuti di tipo urbano, anche le attività agrituristiche restano soggette alla Tari.
Seppur necessaria l’imposizione della tassa, il Consiglio di Stato chiarisce nella sentenza di cui trattasi la necessaria differenzazione tipologica e quantitativa rispetto alle attività commerciali, che sono di altro ordine e natura e non possono quindi essere assimilate.
Sarebbe interessante sapere come i candidati a sindaco vorranno valutare questa problematica. Grazie.
Marco Cappelli
di Marco Cappelli
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