L'Uomo animale "onnisciente" durante la sua evoluzione si era dato delle regole da convivenza più o meno civile con le altre popolazioni e con gli altri coabitanti dell'ambiente in cui viveva.
Gli animali cosiddetti domestici erano assoggettati ai suoi bisogni, sia di lavoro, svago, alimentazione.
La caccia ora considerata come sport non molto tempo fa era un mezzo di sostentamento per molte famiglie rurali e in special modo per i possessori di "riserve" do caccia.
Discorso a parte per i cosiddetti animali feroci dei quali ancor oggi le popolazioni ad essi vicine si guardano bene da entrare in contatto, esclusi i cosiddetti "safaristi" e bracconieri.
Ora dalle nostre parti grazie all'abbandono delle campagne e l'aver introdotto specie animali estranee, si è venuto a creare una sovrabbondanza di ungulati che stanno creando gravi danni all'agricoltura e pericoli per la circolazione dei mezzi meccanici.
Se ritornassimo al cavallo col calesse, che non è escluso, il problema sarebbe in parte risolto!
Quello che fa pensare è come oggi è considerato il mondo animale. Piano piano saranno gli animali a usare noi umani a loro piacimento, infatti quasi tutti abbiamo un animale in casa che trattiamo come un componente la famiglia.
Le istituzioni hanno formulato Leggi e regolamenti a tal proposito, compreso il servizio trasporto e ricovero per gli infortunati… in contrasto di quando si parla di riduzione con caccia selettiva. Si potrà andare ancora oltre questo modo di gestire la questione?
Lettera firmata
di Lettera firmata
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