sabato 31 Ottobre 2020
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    “Trekking dalla foce alle sorgenti della Pesa: vorrei fare alcune precisazioni…”

    "Per tradizione la sorgente, meglio le sorgenti della Pesa vengono indicate nei rilievi che stanno fra Albola e Badia a Coltibuono, esattamente a E e a NE di Radda..."

    Cara Redazione,

    ho letto con interesse la pagina “Dalla foce della Pesa alla sorgente nel Monte San Michele”.

    # Dalla foce della Pesa alla sorgente nel Monte San Michele: percorso tracciato da tre escursionisti

    Da vecchio appassionato al nostro torrente (o fiume, come qualche volta capita di immaginarlo, più ricco d’acque e meno capriccioso), mi sembra estremamente positivo che ci siano giovani che dedicano  un po’ del loro tempo a percorrerne il corso.

    Senza dimenticare la passione che li ha spinti prima nella ricerca della documentazione e poi nell’organizzazione del trekking.

    I più credono che le grandi avventure ci attendano solo in capo al mondo o in luoghi esotici, mentre, sapendole cercare, imprese avventurose possiamo farle anche fuori della porta di casa.

    Però già il titolo del servizio mi ha messo in allarme: …sorgente nel Monte San Michele.
    Dal San Michele propriamente detto non  sgorga neppure  la Greve (vien giù dalle pendici del Monte Querciabella), tantomeno la Pesa…

    Allertato dal titolo ho letto la pagina con occhio piuttosto critico. E qui, non me ne vogliano i ragazzi, vorrei fare alcune precisazioni sull’origine della Pesa, forse inutili perché le imprecisioni che vorrei correggere possono essere nate anche involontariamente dalla necessità di stringere in breve spazio una quantità di informazioni piuttosto vasta.

    Per tradizione la sorgente, meglio le sorgenti della Pesa vengono indicate nei rilievi che stanno fra Albola e Badia a Coltibuono, esattamente a E e a NE di Radda.

    “La Pesa nasce dalla riunione di più rivi e torrentelli, principali tra i quali la Pesa di Albola e la Pesa di Coltibuono, sopra il Pian d’Albola, presso Radda” (Torquato Guarducci, Guida della Val di Pesa, Fratelli Stianti editori, Sancasciano Val di Pesa 1904)

    Sul lato sud del Monte S. Michele sgorga però il Borro del Baratro (o Fosso del Balatro) che poi finisce nella Pesa d’Albola, originata a sua volta da diversi torrentelli provenienti dai pendii montuosi (montuosi? Siamo al massimo sugli 800 m) fra E e SE di Albola.  
    Uno di questi si chiama Pesella. Ma qui fra Pesa d’Albola e Borro del Balatro non c’è molta concordanza fra carte diverse.

    Certo invece è che la Pesa di Coltibuono nasce dalle pendici meridionali del Monte Maione (812 m slm) e scorre nella valle che si trova appena a nord del crinale che dalla Badia di Coltibuono viene verso Radda, percorso dalla SR 429.

    Una carta abbastanza antica (si trova con tante notizie geologiche, botaniche, faunistiche e ambientali nel volume “Il torrente Pesa e la sua valle” a cura di Michela Brachi ed Eleonora Cappelletti, stampato per conto del Consorzio di bonifica Colline del Chianti nel 2002) attesta quest’ultimo come corso iniziale della nostra Pesa.

    Tutte queste annotazioni topografiche mi sembrano però un tuffo nel passato, alla metà del secolo scorso, quando lassù c’erano ancora campi coltivati, case coloniche e mezzadri con le loro famiglie numerose.

    Ogni podere aveva il suo nome, ogni borro, ogni poggio il proprio. E i contadini li indicavano ai topografi dell’IGM che facevano i rilievi con i tradizionali strumenti geodetici e si informavano sui nomi presso gli abitanti del luogo.

    Oggi che ci sono  macchie e boschi, quelli che i nostri tre giovani hanno dovuto affrontare, anche questi antichi nomi sono dimenticati.

    Una parte li ritrovo fissati nella tavola IGM 1:25000, foglio Lucolena, rilievo del 1948. Il passare del tempo ha corrotto luoghi, attività economiche,  ricordi, nomi. Quindi succede che ciascuno  attribuisca al fosso che gli sta più vicino il nome che vuole. Purtroppo non posseggo la tavola di Radda in cui si trova il tracciato della Pesa di Coltibuono.
    Però in un paio di diffuse e precise cartografie on-line per trekking, dei nostri giorni, ritrovo il nome Pesa attribuito solo al torrente che scende a SW del Monte Maione.

    Precisata la nascita del nostro fiume/torrente mi fermo. Come si può vedere c’è spazio per approfondimenti  naturalistici, storici e geografici.

    I ragazzi o le amministrazioni interessate  (Comuni  e Consorzio di Bonifica) possono chiarire altri punti. Ripeto: in una pagina del Gazzettino non si riesce certo a precisare la quantità di informazioni e notizie che riguardano una così piccola parte della nostra regione, ma così grande per coloro che ci abitano o ci hanno abitato.

    Ricordo che fino agli anni ’50 del secolo scorso tutti i pendii e i piani che seguono il corso della Pesa erano fittamente coltivati e densamente abitati, fin sui fianchi più difficili delle colline (e dei monti!). E i boschi erano curati, sterzati e tagliati quando necessario.

    Il San Michele aveva la sua fattoria e i suoi poderi mezzadrili. E così Pian d’Albola e altre località.

    C’erano molto più di una decina di case coloniche sparse nei pendii fra i diversi borri che scendono da quel lato dei monti del Chianti e poi formano la Pesa. Una decina erano solo nella zona della Pesa di Albola.

    Ora sono quasi tutte diroccate, ruderi nascosti nella boscaglia. Sono rimaste solo quelle più accessibili e vicine alle strade.

    60/70 anni fa cambiò tutto.  Un territorio che sfamava tanti vecchi mezzadri ora accoglie cinghiali, caprioli e lupi.

    Solo la Pesa continua a raccogliere le acque e a portarle in Arno a Montelupo.

    Di nuovo tanti complimenti a questi giovani avventurosi. Spero che riescano a interessare molte persone al nostro territorio, anche quello più sperduto e selvaggio.

    Cordialmente.


    Enzo Rettori

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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