Come è cambiato il mercato immobiliare negli ultimi 25 anni? Ce lo spiega Simone Beni

Decano degli agenti sancascianesi, insieme ad Elena Nesi gestisce l'Immobiliare del Chianti Fiorentino

SAN CASCIANO – Venticinque anni da agente immobiliare. Un quarto di secolo in cui il mercato delle case, nel Chianti come altrove, è profondamente cambiato.

 

Incontriamo Simone Beni nella sede dell'Immobiliare Chianti Fiorentino, nel cuore di San Casciano, in quella via Machiavelli che attraversa il centro storico. La nuova "casa"… di chi vende case.

 

"Il 15 marzo del 1993 ho ritirato il patentino di agente immobiliare – ricorda Simone – Iniziai da solo, lavoravo in via Lucardesi dallo studio di un commercialista; poi, dal settembre 1997, è arrivata Elena Nesi".

 

Elena che, a pochi metri da lui, annuisce e sorride. Durante quello che è un racconto fatto di ricordi, suggestioni. Ma anche una panoramica quanto mai attuale sul mercato immobiliare, i valori delle case, le figure che popolano questo mondo… a volte in modo non proprio corretto.

 

Ma torniamo indietro nel tempo: cosa voleva dire essere agente immobiliare a metà anni Novanta? "Eravamo una figura di riferimento – risponde Simone – considerati un po' alla stregua del sensale nel determinare il valore di una casa. Con la crescita esponenziale dei valori, anche quelli messi sovrapprezzo venivano venduti. Diciamo… tempi irripetibili. La conoscenza era in mano a pochi, internet era agli inizi: era un mercato prettamente locale. Oggi per cercare casa si usa il cellulare; a quei tempi la prima cosa era venire in agenzia".

 

Tanti cambiamenti. Ma anche alcuni punti fermi: "In questi 25 anni il nostro lavoro è cambiato profondamente – prosegue Simone – ma è rimasto uguale il rapporto con le persone, è rimasta basilare la necessaria serenità con cui ti approcci alle mediazioni. La trasparenza nel fare il proprio mestiere. Noi siamo in vetrina, tutti i giorni, a porte aperte. E' invece del tutto cambiato il modo con cui le persone raggiungono le notizie".

 

E, di conseguenza, i potenziali clienti arrivano sempre con alcuni capisaldi: "Arrivano con le loro idee – annuisce Simone – a volte chiare, a volte falsate. Mentre prima si poteva aiutare meglio la persona, oggi dobbiamo essere bravi a far capire il giusto valore dell'immobile".

 

Ma, come in molte professioni, il rapporto umano è una delle basi: "La soddisfazione – dice in questo senso Simone – è avere clienti che dopo 25 anni che hanno comprato casa con te tornano, un quarto di secolo dopo, magari per cercarla per la figlia. O per fare un investimento al mare, o per acquistare un piccolo appartamento nella città dove vanno a studiare i figli. Questo, per me, vuol dire aver lavorato bene".

 

Lo stesso Beni è presidente regionale della Fiaip (e membro della giunta nazionale) da dicembre 2017, dopo che per otto anni è stato presidente del collegio di Firenze e poi Firenze-Pistoia: parliamo di 230 agenti immobiliari in provincia di Firenze, 780 in Toscana.

 

"C'è abusivismo nel nostro settore? Diciamo su due livelli – risponde sicuro – C'è l'abusivo totale, e per le cariche che ho ricoperto ne ho fatti scoprire diversi (anche in zona Chianti); poi c'è l'abusivo di parte, ovvero il consulente legale o tecnico che invece prende parcella per la compravendita. Oppure c'è anche chi lavora all'interno di un'agenzia e non ne ha titolo".

 

Veniamo al mercato immobiliare anno 2018: "Un mercato molto dinamico – ci spiega – Se ci sono i presupposti con domanda/offerta relativamente vicine, si riesce a lavorare. Del resto arrivavamo da un mercato che era cresciuto troppo, e le banche pian piano hanno stretto i cordoni. Hanno praticamente dimezzato la capacità di acquisto. Così anche gli immobili sono scesi".

 

Quali le richieste principali bella nostra zona chiantigiana? "Stiamo assistendo a un fenomeno interessante – riflette – Quindici anni fa c'era l'obiettivo di tornare qua per avere un po' di campagna, magari una casa in fondo a una strada sterrata. Oggi invece si cercano i servizi: quindi capoluoghi a discapito delle frazioni. L'avere tutto a portata di mano batte la campagna. Un esempio? Le persone vanno più volentieri a vivere a Tavarnuzze rispetto all'Impruneta, semplicemente per motivi di comodità".

 

"Il centro storico di San Casciano? Si sta ripopolando – continua Simone – Appartamenti di due tre vani si vendono in cinque-sei mesi. Stranieri? Pochi. E poi lo straniero ha delle offerte migliori in altre zone, parlo di rapporto qualità prezzo, come nelle crete senesi o l'Umbria".

 

Insomma, ne è passato di tempo da quel 1993. In moltissimi ricordano Simone ed Elena nella sede  di via 4 Novembre, dove sono rimasti fino al… 4 novembre del 2016.

 

Giorno in cui sono entrati nella loro nuova "casa", quella di via Machiavelli. Una "casa" in cui si vendono… case. Puntando tutto su professionalità, trasparenza, esperienza.

 

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di Redazione

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