spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
venerdì 3 Febbraio 2023
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    San Casciano, abbattuto il leccio piantato in onore di Wangari Mathai, Premio Nobel per la pace

    Era stato piantato nei giardini del Piazzone nel 2020, stamani l'amara sorpresa: pochi dubbi che si sia trattato di un atto doloso da parte dei soliti vandali

    SAN CASCIANO – Ha resistito crescendo e affondando le sue radici nel terreno, il leccio piantato nel giardino di piazza della Repubblica nel novembre 2020 in onore di Wangari Mathai, prima donna africana a ottenere il premio Nobel per la Pace nel 2004.

    Per poi, in pochi secondi, essere stato abbattuto al suolo. Con tanto di targhetta portata via.

    E non dobbiamo incolpare il maltempo, oppure un’auto che è entrata nel giardino: non ci sono segni delle ruote, inoltre attorno ci sono panchine e alberi di grosso fusto. 

    E allora l’unica deduzione plausibile è che sia stato un atto doloso.

    Anche perché una delle due transenne che delimitano il tratto di strada dei giardini è stata (nuovamente) gettata sotto il muro.

    Wangari Matahai, morta all’età di 71 anni nel settembre 2011, attivista e fondatrice del Green Belt Movement, era riuscita a fare piantare oltre cinquanta milioni di alberi in Kenia.

    Stamani ecco l’amara sorpresa. Un fatto simile era già avvenuto al Parco Dante Tacci, al Poggione, dove era stato danneggiato il ciliegio messo in memoria di Daniele Bandinelli.

    Che però, curato amorevolmente dagli amici di Daniele, è riuscito a salvarsi.

    Non sappiamo se sia possibile salvare anche il leccio di Wangari. Ma, se servirà, ne verrà piantato un altro, e poi un altro ancora: per “stroncare” l’ignoranza di qualcuno. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...