MERCATALE (SAN CASCIANO) – In occasione del Mercantiere d’Estate è stata organizzata, in piazza Vittorio Veneto a Mercatale, un’interessante serata di sensibilizzazione alla donazione del sangue, a cura del Gruppo Fratres Mercatale.
Presenti la dottoressa Antonella Bertelli, direttrice S.S. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Centro Trasfusionale Ospedale Santa Maria Annunziata; il professor Pierluigi Rossi Ferrini, ematologo professore Onorario di Ematologia università di Firenze; il sindaco Massimiliano Pescini; l’assessore alle politiche sociali sanitarie Elisabetta Masti; la presidente del Gruppo Fratres Mercatale Sonia Cubattoli. E Francesco Chiti, vicepresidente e consigliere nazionale Fratres.
"Da sindaco – ha detto – ho seguito le tante vicende che hanno riguardato anche l’adeguamento normativo, trovando a Mercatale una soluzione condivisa che risponde a tutte le misure di sicurezza per i donatori e per chi lavora all’Unità di raccolta sangue".

"Donare sangue – ha ribadito – equivale a salvare una vita. Un grazie a nome di tutta l’amministrazione comunale, ma anche di tutta la comunità di San Casciano, per quello che avete saputo fare".
"La prima donazione a Mercatale è stata fatta nel febbraio del 1975 – ha ricordato l'assessore Masti – Tante persone oggi non ci sono più, ma le vogliamo ricordare perché hanno dato l’anima, l’intelligenza e la creatività per costruire questa bella realtà che oggi annovera tanti soci donatori".
"Donare il sangue – ha fatto eco Masti – è donare la vita. Un grazie a tutti i donatori attivi e a quelli che non possono più donarlo. Un appello va ai giovani, affinché entrino in questa bella dimensione".
Interessante anche la testimonianza video di Federico, che purtroppo oggi non è più fra noi, ai tempi trapiantato di fegato: con le sue parole ha lasciato una forte testimonianza di come, grazie a venti donatori di sangue, il giorno del suo trapianto ha superato l’intervento.
Riuscendo in seguito a formare una famiglia e avere una figlia. E traendo una riflessione: “Quei donatori hanno contribuito a moltiplicare la vita, perché salvando l mia è nata mia figlia; forse nascerà un fratello, una sorella, un nipote. E forse fra cento anni ci sarà qualcuno che nascerà grazie a questa moltiplicazione di vita, a un gesto semplice fatto da anonimi donatori".

A seguire un’altra testimonianza è stata portata da un mercatalino, Stefano, presente alla serata: "Quando ho ricevuto il sangue ero in coma, a causa di un brutto incidente, e quindi non ricordo nulla. Sono stato un donatore e, a maggior ragione dopo la mia esperienza, continuerò a esserlo. E a dire… donate sangue!".
"Dobbiamo dire che i donatori sono poco ringraziati – ha ammesso Francesco Chiti – se non dalle associazioni e durante gli incontri. Spesso si leggono articoli di giornale dove si esalta il successo di un trapianto ringraziando tantissimo il primario, sugli incidenti è evidenziato l’operato della Misericordia che ha soccorso i feriti, ma mai si ringrazia il donatore di sangue che ha contribuito con il suo gesto a salvare una vita".
La parola al professor Rossi Ferrini: "E' certo che la trasfusione di globuli rossi è il rimedio più semplice, più comune, che in ematologia viene attuato. Mi sento un debito di riconoscenza verso il donatore".
"Vorrei suggerire ai donatori – ha spiegato – che la sera prima della donazione non dovrebbe bere il vino, perché l’alcol etilico è un antiaggregante piastrinico. Come trasfusioni l’Italia è quarta nel mondo, questo ci fa un grande onore, ma dobbiamo fare qualcosa di più. Non solo aumentare il numero di donatori, ma anche aumentare il numero delle donazioni per donatore, ovvero portarle a due volte l’anno. Altra donazione importante e che dovrebbe essere molto incoraggiata è quella delle piastrine".
"Al professor Pierluigi Rossi Ferrini – ha continuato la dottoressa Bertelli – va detto grazie perché per tutti noi medici, oltre a essere un maestro di vita, è un maestro nel sapere comunicare agli altri. La donazione del sangue è anche un modo per tenersi sempre sotto controllo: molto spesso ci accorgiamo precocemente di alcune patologie che possono sviluppare i donatori, perché quando si dona si fanno tutti gli accertamenti necessari".
Dottoressa Bertelli che ha parlato anche della donazione di midollo osseo: "Una promessa di donazione – ha chhiarito – nel senso che chiunque si può iscrivere, tra i 18 e 35 anni, tramite un semplice prelevino di due provette di sangue, che viene tipizzato. Quando c’è una persona che deve farsi un trapianto, per tutte le patologie che riguardano il trapianto di midollo, viene fatta una ricerca di tutti i donatori che in Italia possono essere uguali al malato".

"A quel punto – ha spiegato ancora – viene selezionato il donatore e, dopo i vari controlli, il donatore dona. Prima era effettuato il prelievo di midollo in sala operatoria, con anestesia parziale, oggi si può donare agevolmente dal braccio, senza effetto collaterale. Tutto ciò presto si potrà fare anche qui, al centro raccolta di Mercatale".
"La compatibilità è molto rara – ha precisato in conclusione – e per questo può darsi che ci si iscriva e non si venga mai chiamati. Se però avviene abbaiamo l’occasione di salvare la vita a quella persona"
Per quanto riguarda Mercatale, Sonia Cubattoli ha fornito alcuni dati: "Dal 2015 al 2017 abbiamo aumentato le donazioni: nel 2015 abbiamo fatto 351 donazioni, mentre nel 2017 siamo arrivati a 531 quindi è veramente stato un successo".
Una sorpresa è arrivata alla fine della serata: un nuovo donatore dopo avere ascoltato gli interventi, ha superato il “timore” dando i suoi dati per essere chiamato per le prossime donazioni. Il nome? Il sindaco di San Casciano… Massimiliano Pescini.
di Antonio Taddei
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