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domenica 14 Luglio 2024
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    L’eccidio di Pratale, la guerra, Montefiridolfi: un dramma firmato Gabriele Sani

    "Babbino, babbino un ci lasciare": al circolo Acli dal 22 aprile al 4 maggio. Siamo andati a "spiare" le prove

    MONTEFIRIDOLFI (SAN CASCIANO) – Ci ha messo tutta la sua energia, passione, inventiva, amore per la vita e per il paese in cui vive. Per le sue persone e per le sue storie. Anche drammatiche, come quelle di una guerra maledetta che ha segnato famiglie e generazioni intere.

     

    Gabriele Sani, il "Gonza" (a sinistra nella foto in alto), mani di falegname, creatività e talento tutto paesano, a Montefiridolfi è una sorta di istituzione.

     

    Istrionico e pronto alla battuta, stavolta si è cimentato in un qualcosa che, ve lo possiamo garantire dopo aver "spiato" le prove in una fredda serata di questa primavera travestita da inverno, emozionerà.

     

    Ha infatti scritto un dramma teatrale in due atti, tratto dalle testimonianze di persone che hanno vissuto il passaggio del fronte nel 1944: in particolare l'eccidio di Pratale e il ritorno a casa di chi era rimasto disperso nelle fiamme di un'Europa diventata un inferno.

     

    Lo fa dando anima e voce a due personaggi: Gigi, un muratore, ex contadino che nel 1948 ha lasciato la campagna per lavorare nella ricostruzione (interpretato da lui stesso) e il suo apprendista Paolo (interpretato da Paolo Corti, a destra nella foto in alto) con il quale si confronta. E al quale racconta.

     

     

    "Babbino, babbino un ci lasciare" verrà messo in scena le ultime due domeniche di aprile (22 e 29, ore 17.30) e venerdì 4 maggio (alle 21.15) al circolo Acli di Montefiridolfi.

     

    Con il patrocinio dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino, vedrà la partecipazione della "Ditta Razzi e Mozzi", le scenografie di Manuela Galli, i suggerimenti di Antonella Corti, Paolo Ermini e Franco Bartalesi alla parte tecnica, la regia dello stesso Gabriele Sani, i disegni di Ginevra Landi, la presentazione di Niccolò Landi.

     

    Il muratore Gigi racconta all'apprendista Paolo di quel giorno in cui andò a recuperare mariti e figli, fratelli, crivellati dai tedeschi nel bosco di Pratale. Una tragedia immane che solo negli ultimi anni il territorio chiantigiano ha ricordato come meritava.

     

    Per poi passare a un secondo atto con più speranza, in cui fra il Tour de France con Gino Bartali che cade perché un cane attraversa la strada e l'epopea del Grande Torino, Gigi racconta a Paolo anche la storia di chi la morte l'ha sfiorata. Ma a casa è tornato.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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