spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 28 Giugno 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Umberto e Naida: il “banco della felicità” chiude per sempre e saluta il paese

    Sancascianesi adottati, terminano la loro esperienza di commercianti ambulanti: e, commossi, dicono addio

    SAN CASCIANO – Umberto e Naida, del “Banco della Felicità” (i sancascianesi conoscono con questo nome il loro banco di abbigliamento nei giardini del Piazzone) cessano oggi, giovedì 26 luglio, la loro attività.

    Per 34 anni, hanno trascorso ogni giovedì in piazza della Repubblica a San Casciano. Sono loro a chiamarci, perché vogliono ringraziare tutte le loro clienti per il supporto di questi lunghi anni.

    L’emozione e il dispiacere sono palpabili nella voce di Naida, che ripete “è proprio un grazie che ci viene dal cuore”; ricambiato, per aver a loro volta sostenuto noi sancascianesi non solo col loro lavoro, ma anche nella condivisione delle gioie e dei dolori della vita privata.

    Il giovedì mattina, a San Casciano, c’è un’abitudine tutta femminile: da più di trent’anni, una sosta nel Piazzone è d’obbligo, per dare una preziosa occhiatina al “Banco della felicità”.

    Fu lo stesso istrionico titolare dell’attività a battezzarla con questo nome, ignorando gli effetti di questa scelta su un paese come il nostro: infatti, ancora oggi, sulle buste delle bollette per il pagamento del suolo pubblico che riceve dal Comune si legge “Per Felice” e le identità reali di Umberto Bogani (detto “Felice”) e Naida Tronci, pratesi, restano sconosciute ai più. I piccoli sfizi per vestirsi belle si comprano da”Felice”, detto anche l'”omino del giovedì”.

    Umberto è sempre concentrato sulle sue clienti di passaggio: “Sono venuto a San Casciano perché sapevo che c’era questa piazza”, comincia. Poi trova subito qualcuno con cui scherzare: “Sono buono a vendere – sorride – meno a raccontare chi sono!”.

    Così, continua Naida: “Umberto viene da generazioni di persone che lavoravano sui mercati, chi per un articolo, chi per un altro. Anche il bisnonno, il nonno ed il padre erano ambulanti. Lui ha sempre fatto questo lavoro. Io l’ho raggiunto una volta che la nostra figlia minore ha compiuto 18 anni”.

    I due hanno alle spalle 39 frizzanti anni di matrimonio, perché con la simpatia di Umberto ci vuole anche tanta pazienza. Fortunatamente, Naida ne ha in quantità. Di lei dicono che abbia l’aureola: “Se non vuoi andare in paradiso, ti ci spingono”.

    “Umberto ha un carattere molto estroverso”, continua Naida. “Le clienti gli dicevano sempre: “Almeno te, la mattina, una risata ce la fai fare!”. Da lì l’idea del cosiddetto banco della felicità”.

    “Vedo che molte persone che servo sono contente – interviene Umberto – e s’è creato un rapporto scherzoso che m’ha fatto venire in mente questo nome. Mi piace portare gioia e mi riprometto di farlo sempre”.

    “Nel modo di porsi delle clienti – prosegue la moglie – non ho mai visto grandi cambiamenti negli anni: sono sempre disponibili, le abbiamo acquisite nel tempo e si è creato un rapporto di fiducia. Invece, nel lavoro in sé, c’è stato un peggioramento. La crisi ha complicato in modo sostanzioso la possibilità e la voglia di spendere”.

    “Noi – aggiunge “Felice” – non si ha modo di recepire la realtà di San Casciano a tutto tondo, ma conosciamo la nostra del mercato di mattina, che riflette l’andamento del mondo. Sarà calato pure il lavoro, ma non c’ha cambiato l’umore. Ecco, nemmeno la crisi c’ha levato il piacere di venire a San Casciano. Qui il rapporto con le persone è diverso, cordiale e scherzoso, anche con le strutture comunali. Son sincero, mi piacerebbe anche viverci, perché come paese è messo bene”.

    “Io ci faccio la spesa – prosegue Naida – e ci compro l’olio durante tutto l’anno. Anche con gli altri banchi andiamo d’accordo e si scherza. E nel nostro ambiente è difficile non trovare l’invidia!”.

    Umberto, interrompendo una battuta sulla suocera di qualche malcapitata, aggiunge: “Non si poteva trovare di meglio!”.

    “Non si lascerà il banco in eredità alle nostre figlie – continua – che fanno tutt’altro e ci hanno bell’e trovato un’altra professione. Infatti, quando s’andrà in pensione la nostra attività sarà fare i nonni e l’augurio è che s’abbia la nostra salute per vivere bene la nostra vecchiaia”. “Lei soprattutto, per sopportarmi”, scherza Umberto.

    Poi, con un po’ di serietà recuperata, commentano: “In Italia il momento è quello che è. Noi s’ha bell’e un’età da pensione, ma per questi giovani la situazione non è messa bene”.

    “S’era detto – riprende Naida – che alla fine di quest’anno si smetteva, però Umberto c’ha ripensato subito. “E icché faccio?”, si domandava. Poi le clienti si son preoccupate: “Eccone un’altra! E noi dove si compra la roba?”. Dicono che i vestiti che vendiamo siano belli, costino poco e durino a lungo. Le più affezionate sono donne che hanno bisogno di cambiarsi spesso spendendo il giusto. Non tutte risiedono proprio in paese. Tante ci vengono per andare a lavoro e si fermano da noi”.

    “Ho passione per questo mestiere proprio per il rapporto che si può avere con le persone”, conclude Umberto. “Sono sempre contento quando vado a lavorare, lo faccio con soddisfazione e non ne sento la fatica”.

    Mantenere tale nomea non è facile, soprattutto se si ha a che fare con un pubblico di donne, ma la felicità che Naida e Umberto ci regalano va oltre un capo d’abbigliamento comprato per consolare una mattina storta: è nel loro saluto attento e nel sorriso che sanno donarti sempre, anche quando indaffarata cammini e, magari, non compri niente.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...