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domenica 5 Febbraio 2023
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    Cassette e rifiuti lasciati nel Piazzone, uno degli ambulanti: “La responsabilità è di chi non ritira”

    "Pago 1.800 euro l'anno ad Alia, ma se i rifiuti non vengono ritirati non è certo colpa mia, né degli altri esercenti. Ma di chi non è passato a rimuoverli"

    SAN CASCIANO – Dopo le proteste di un lettore del Gazzettino del Chianti, che nei giorni scorsi si è lamentato del mancato ritiro delle cassette (e altro materiale differenziato), lasciato ai lati di piazza della Repubblica, il “Piazzone”, vuol dire la sua uno dei commercianti ambulanti che stazionano in questa parte dei giardini alcuni giorni della settimana.

    Per fare chiarezza sul mancato ritiro, sulle responsabilità del mancato decoro. Su chi ha le responsabilità.

    # LA FOTONOTIZIA / San Casciano: “Quelle cassette sono nel Piazzone da ieri pomeriggio”

    “Mi ha fatto particolarmente irritare – ci racconta il commerciante con il banco in piazza della Repubblica, dove sosta dal lunedì al sabato – il fatto che chi ha fatto la segnalazione al Gazzettino del Chianti non abbia interpellato noi. Gli avremmo dato tutte le informazioni necessarie”.

    Ovvero?

    “Premetto che quando sono dalla parte del torto chiedo scusa, ma in questo caso no: quindi la prima cosa che ho fatto è stato di interpellare Alia, a cui spetta rimuovere i rifiuti”.

    Come funziona il servizio?

    “E’ iniziato tre anni fa: da quando furono tolti i cassonetti dell’organico, del cartone e dell’indifferenziata in piazza della Repubblica, davanti alla toilette, Alia ci chiese (lasciandoci una sola volta i sacchetti) di dividere il materiale, con la raccomandazione di fare bene le selezioni. Cosa che noi facciamo: e sottolineo che non è un servizio che viene fornito gratis, ma lo paghiamo, così come giustamente paghiamo il suolo pubblico”.

    E poi dovete lasciare sul posto il tutto.

    “Quando noi lasciamo la postazione, mettiamo da una parte l’indifferenziato che Alia dovrebbe ritirare dopo le 13. Ma questo purtroppo non avviene”.

    Il gestore del servizio, da lei interpellato, cosa le ha risposto?

    “Che la rimozione dei rifiuti è stata data in appalto a una cooperativa, che deve passare tutti i giorni a orari prestabiliti. Cosa che però non avviene. Ma, ripeto, non dipende da noi se non passano”.

    Anche perché, immaginiamo, per voi il costo non sia poco…

    “Personalmente pago 1.800 euro all’anno ad Alia, oltre al suolo pubblico, e poi mi devo sentire dire dai cittadini che ci dovremmo vergognare perché lasciamo lo sporco? Un’altra signora mi ha detto: “Il Comune bisognerebbe vi levasse il posto, almeno imparate”. E il lettore che suggerisce che dobbiamo portare via noi le cassette e i rifiuti!”.

    “Il bello  – aggiunge amareggiato – è che, paradossalmente, paghiamo più il servizio di Alia che il suolo pubblico. No, mi dispiace ma non voglio passare per quello che non sono. E vorrei che questo lo sapesse tutta la cittadinanza, alla quale forniamo un servizio in tutte le stagioni dell’anno. Anche durante la pandemia”.

    “Se non viene ritirato quello che noi lasciamo a fine mattina in maniera ordinata – conclude – la colpa non è ne mia né degli altri ambulanti. E questo vorrei che fosse ben chiaro a tutti”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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