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giovedì 13 Giugno 2024
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    Ultimi posti a disposizione: stasera al Poggione la grande Cena delle Contrade

    Ad novam vitam, un'anteprima del Carnevale a tavola con Giglio, Torre, Cavallo, Leone, Gallo

    SAN CASCIANO – Si avvicina la spettacolare rievocazione storica di San Casciano, un tuffo nel passato da vivere nel segno della storia, dell’inventiva teatrale e della espressività sancascianese.

     

    La decima edizione del Carnevale Medievale Sancascianese, in programma il 30 e il 31 marzo per le vie del paese, è pronta a stupire con la forza delle parole, simbolo di rinascita.

     

    “Ad novam vitam”, il motto scelto per celebrare l’anniversario, riecheggia nei quartier generali delle cinque contrade che, ad una settimana dalla sfida, tra prove e carri da ultimare, si dicono pronte a dichiararlo in modo solenne, ognuna con le proprie peculiarità.

     

    Il Gallo, contrada valorosa, veglia, combatte e ama. Sembra abbia una spada sotto l’ala, pronta a battersi come un prode valoroso.

     

    Il Cavallo, dalla natura selvaggia e possente, è agile in battaglia, ama sfilare in "branco" e si affida allo spirito fanciullo, alla sensibilità e all’intelligenza dei contradaioli più giovani, alla guida della contesa.

     

    Il Giglio, emblema di nobiltà e purezza, è la contrada che esprime, in tutte le sue sfumature cromatiche, dal bianco al viola, segni di maestà e fedeltà di appartenenza alla sua amata San Casciano.

     

    E ancora il Leone, la possente contrada che ruggisce, desiderosa di vittoria, e marca il territorio con una storia che trae forza dalla creatività, dalla fusione di abilità artigianali e capacità interpretative.

     

    La Torre, che osserva fiera, dall'alto, la vita del tempo, simbolo di difesa e strategia, amplia la sua visuale per avvistare il futuro ed interpretarlo con coraggio.

     

    Sono le cinque contrade, pronte a sfidarsi il 31 marzo, per aggiudicarsi la chiave della città ed entrare nel castello sancascianese, nel momento in cui nacque la prima comunità locale e il borgo, dopo l’assedio di Castruccio Castracani, e le devastazioni che ne seguirono, si rialzò dalle ceneri con la costruzione delle mura nel 1356.

     

    Le contrade affilano le armi per la spettacolare contesa che l’ultima domenica del mese animerà le vie del centro storico con un viaggio a ritroso che cavalca i secoli per riportare San Casciano alle sue origini.

     

    Ma prima di allora un’occasione allegra e conviviale offrirà ai sancascianesi un preludio gastronomico preparato ad arte dai cinghialai di Mercatale.

     

    Il Carnevale si pregusta a tavola con la cena della cinque contrade che stasera alle ore 20 riunirà tutti sotto la tensostruttura riscaldata del Parco Dante Tacci del Poggione.

     

    L’iniziativa, organizzata dalle Contrade sancascianesi, imbandisce un’occasione conviviale a base di pasta al sugo di cinghiale e maialini arrosto.

     

    Nel corso della serata sarà estratto l’ordine di sfilata delle contrade. Il ricavato andrà a sostegno del carnevale, frutto di una macchina organizzativa che ogni anno mette in moto lo spirito volontario di centinaia di cittadini.

     

    Per info (ultimissimi posti a disposizione): Ilena, 3317730405.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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