MERCATALE (SAN CASCIANO) – Con la fine dell'anno Mercatale ha assistito alla chiusura di altre due attività commerciali in paese: commercianti che hanno deciso di chiudere i battenti a partire dall'anno nuovo.
Stiamo parlando di due botteghe con la vetrina direttamente affacciata su piazza Vittorio Veneto, la piazza principale del paese: “Linea Sposa” di Luciana Galli al numero 59 e “Fioridea” di Samuela Lotti al numero 35.
Due botteghe, che rispettivamente dal 2007 (dieci anni di sartoria per “Linea Sposa) e dal 2012 (5 anni di fiori per “Fioridea”) partecipano alla vita commerciale di Mercatale.
Le abbiamo incontrate entrambe, Luciana e Samuela, per farci spiegare il motivo della loro scelta.
“Al di là – spiega Samuela – dell'eccessiva tassazione sulle piccole attività, che è sempre gravosa per un commerciante di paese, la mia scelta di chiudere il negozio dipende soprattutto dal fatto che ho trovato una migliore opportunità di lavoro”.
“Altrimenti – continua – se non avessi avuto quest'occasione, avrei continuato serenamente a lavorare con i fiori, un mestiere che mi piace da sempre”.
“Anche perché – sottolinea – clientela e contatti non mi mancavano senz'altro per mandare avanti il negozio”.
Rimanendo in tema di occasioni di lavoro da non perdere, anche Luciana ci dice che la decisione di chiudere il suo laboratorio di sartoria dipende da una proposta allettante (tra gli altri motivi).
“Era da un po' di tempo – spiega Luciana – che ricevevo la stessa proposta di lavoro da un'azienda di sartoria, per la quale avevo realizzato un abito e ricevuto anche i complimenti. Rifiutata una volta, due volte, alla terza non me la sono sentita, considerando i tempi che corrono”.
“È davvero eccessiva – prosegue – la mole di tasse che schiaccia un piccolo commerciante in proprio come me, soprattutto se lavora da solo. E alla fine, tirando le somme tra introiti e spese varie, manca la sicurezza di uno stipendio stabile a fine mese”.
“Per un sarto – conclude – mettersi in proprio in un momento come questo non è il caso, soprattutto in un paese”.
Dunque, da una Mercatale che fin dalle sue antiche origini traeva gran parte del suo sostentamento dal commercio delle attività paesane, da anni ormai appare impoverita ai mercatalini, che osservano con preoccupazione le attività del paese chiudere una dopo l'altra.
Massimo Cerretelli, rappresentante della Pro Loco di San Casciano, nonché mercatalino "Doc", lancia un appello ai compaesani.
“Servirebbe – dice Massimo – maggiore partecipazione e iniziativa da parte dei mercatalini e in particolare dei giovani, che prendano in mano la situazione, proponendosi con nuove attività commerciali, nuove idee, per smuovere questa situazione e far rivivere il paese”.
“Altrimenti – conclude con rammarico – la vita a Mercatale, sempre meno stimolata dalle attività commerciali, dalle feste e dalle tradizioni paesane, è destinata a finire”.
di Cosimo Ballini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























