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giovedì 30 Maggio 2024
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    Il Pd di San Casciano in assemblea: “Si deve ripartire all’opposizione”

    Il segretario Malquori: "Grandissima partecipazione al primo incontro post voto". Il documento: analisi e rilancio

    SAN CASCIANO – Oltre 50 persone all'assemblea comunale del Partito democratico di San Casciano, coordinata dal segretario comunale David Malquori (secondo da destra nella foto).

     

    "Un'assemblea del genere – dice Malquori – così partecipata e con così tanti interventi non la vedevamo da anni. C'è tanta voglia di ripartire e mettersi al lavoro, pancia a terra. Anche nei confronti delle ipotesi di governo con il centrodestra o il M5S c'è una posizione decisa e unanime. Che deve essere ascoltata".

     

     

    Una posizione espressa da un documento finale, di commento all'esito elettorale, sia a livello nazionale che locale, e di sprone al partito in vista del prossimo futuro.

     

    "C’è molta delusione per questo risultato – si legge nel documento – non possiamo nasconderlo, soprattutto per il dato nazionale. Nel nostro Ccomune dobbiamo come al solito ringraziare i nostri elettori: alla Camera il risultato del Pd è stato del 41,69% e del 47,17% come coalizione, mentre al Senato del 42,63% come lista e del 47,42% come coalizione".

     

    "Voti – si sottolinea – che hanno contribuito all’elezione dei due candidati del Pd nei nostri collegi uninominali: Dario Parrini e Luca Lotti. Sapranno starci vicini come nella precedente legislatura".

     

    Ci si guarda un po' alle spalle, alla campagna elettorale pre-4 marzo: "Abbiamo lavorato con grande impegno ed abnegazione, in una campagna elettorale che ha visto, a livello nazionale, una quasi totale assenza di discussione su temi concreti, fino al paradossale rifiuto da parte dei principali leader di confrontarsi con il Partito democratico davanti a tutti gli italiani.  Noi abbiamo scelto un approccio diverso: tante iniziative sul territorio, presentando i candidati ma soprattutto cercando di parlare del nostro programma".  

     

    "Di questi 5 anni – proseguono – restano le tante cose fatte, un gruppo, quello del Partito democratico sancascianese, che ha saputo coinvolgere tante persone nuove, soprattutto giovani, che hanno lavorato con grande  coraggio e dedizione in un clima politico generale evidentemente avverso.  E’ un gruppo che ha la piena capacità di dialogare con tutte le realtà del nostro comune, e da li ripartiremo".

     

    "Lo si è visto già nella reazione post voto – rivendicano – quando nell’assemblea di martedì 6 marzo, circa 50 persone si sono riunite per una prima analisi dei risultati e discutere gli scenari politici futuri: una partecipazione del genere ci fa pensare che forse non è un caso se il Pd a San Casciano ha conseguito uno dei migliori risultati a livello  nazionale".

     

    "Così come restano – rimarcano – nel nostro comune, i tanti provvedimenti presi dal precedente Governo e che nei prossimi anni avranno impatti positivi sul nostro territorio: scuole, biblioteca, mura antiche, sociale e molto altro. Così come resteranno gli effetti positivi delle tante riforme fatte a livello nazionale che, come sempre, avranno bisogno di tempo per dispiegare effetti duraturi nel tempo".  

     

    Nelle urne, dice il Pd di San Casciano, "abbiamo visto l’affermazione di una destra sempre più estremista, capace di solleticare la pancia di molti elettori su temi quali immigrazione e sicurezza, spesso in modo superficiale ma certamente efficace. L’altro vincitore di queste elezioni è senza dubbio il MoVimento 5 Stelle che con questi numeri non potrà più sottrarsi all’onere di trasformarsi in forza di governo, di fare proposte concrete sui temi delicati e non solo come megafono del malcontento e dell’antipolitica". 

     

    "La sinistra, tutta, specialmente quella riformista – sottolineano – è in crisi in tutto il mondo. Basti vedere la situazione dei principali partiti socialisti in Europa, il vento tira da un’altra parte e questo ci rende molto preoccupati, anche da cittadini. Il nostro partito dovrà pertanto pensare a ricostruirsi. Dovrà saper recuperare la capacità di parlare ad una parte del Paese, sia sociale che geografica, dove non riusciamo ad arrivare, recuperare quell’elettorato deluso e ricostruire un polo riformista, in questo momento minoranza nel paese. Dovrà saper investire su una classe dirigente competente e preparata, recuperare il radicamento sul territorio specialmente in quelle aree dove oggettivamente è scomparso".

     

    Un accenno anche al segretario uscente, Matteo Renzi: "È evidente che dovrà anche saper lavorare su una leadership più inclusiva e dialogante". 

     

    Uno sguardo in… casa d'altri: "Anche i dati delle altre forze di sinistra denotano che in questo momento la sinistra tutta è in difficoltà, e che una parte del Paese, sicuramente quella più debole, vede nella destra o nei movimenti populisti una risposta più immediata".

     

    Per l'immediato futuro, "attendiamo quelli che saranno i prossimi passaggi istituzionali, confidando nella saggezza del presidente Mattarella, consapevoli che con un simile risultato ci è stato detto chiaramente dagli italiani che non dobbiamo far parte del Governo del Paese".

     

    "Su questo – rimarcano con decisione – è stata unanime la posizione di tutta la nostra assemblea sancascianese: il Pd deve stare all’opposizione e ripartire da lì, facendo un’opposizione leale, seria  e propositiva.  Pensiamo che sia rispettoso nei confronti del Paese e dei nostri elettori, che la responsabilità di governo venga assunta dalle forze vincenti alle elezioni, notoriamente distanti da noi su molti punti programmatici".   

     

    "Nella nostra realtà dovremmo assorbire la botta – concludono – ma il modo migliore è indubbiamente quello, dopo aver metabolizzato e riflettuto, di ricominciare a lavorare per la nostra comunità ringraziando ancora per il sostegno ricevuto a San Casciano nelle urne".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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