SAN CASCIANO – Un piazzale gremito di persone in silenzio e stupite da tanta meraviglia. E’ quanto avvenuto nel pomeriggio di domenica 6 gennaio alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo, quando i Re Magi hanno passato prima le sentinelle, poi i due alti cipressi, trovandosi al cospetto del Re Erode. Che gli ha indicato la stalla dove era nato il Bambino Gesù.
Così, seguendo il percorso dei visitatori (il 26 dicembre 2018 sono stati 1.500 e domenica 6 gennaio ben 2.200) sono arrivati al cospetto della Sacra Famiglia con tre bauli contenenti Oro, Incenso e Mirra.
Un altro capitolo di storia attuale, che va a premiare don Massimiliano Gori (aiutato da don Jomy) e di tutti i 120 figuranti che, svestiti degli abiti di tutti i giorni, hanno indossato i panni di scena.

Ognuno si è calato così in un personaggio di un Presepe vivente mai organizzato prima di oggi a San Casciano, tanto che un signore ha esclamato: "Mancava davvero qualcosa di speciale al nostro paese!".
A coronare questo successo, si sono aggiunte anche le contrade del Carnevale Medievale che, ritrovatesi al convento delle Clarisse in viale San Francesco con i Re Magi, hanno sfilato in corteo per il centro del paese, attraversando la via Cassia per poi arrivare elegantemente, accompagnate dal suono dei musicisti, fino all’antica Pieve.
A seguire il corteo anche il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini l’assessore Roberto Ciappi.
Un’immensa soddisfazione alla fine della giornata per quanto realizzato e allestito in soli due mesi; dalla ristrutturazione degli ambienti dell'ex cantina, all’allestimento di strutture mobili, i vestiti cuciti a mano, lo studio del proprio personaggio, la gestione degli spazi dei parcheggi, la sicurezza.

Presente anche una ambulanza della Misericordia di San Casciano, con volontari, forze dell’ordine, polizia locale e carabinieri della Stazione di piazza Cavour.
Un grazie va anche alla Pro Loco di San Casciano (il Comune ha dato il proprio patrocinio).
Tante persone, tutte insieme, hanno ancora una volta dimostrato quanto si può fare per il paese con un unico interesse: lo stare insieme per valorizzarlo.
di Antonio Taddei
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