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sabato 1 Ottobre 2022
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    Domani l’ultima Messa di Padre Roberto Gallina a Chiesanuova: alle 10 nel giardino del Crc

    Il sacerdote era arrivato nel 2017 dalle missioni in Africa: strettissimo il rapporto con il circolo Arci del paese: "Un tramite importante per incontrare chi non viene in chiesa"

    CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – Come altri sacerdoti del Chianti fiorentino (don Luca a San Donato in Poggio, don Francesco a Mercatale), anche padre Roberto Gallina, amministratore parrocchiale di San Donato a Chiesanuova, domenica 29 agosto alle 10 dirà la sua ultima Santa Messa all’interno del parco del Crc di Chiesanuova, dove si svolge la 44 Sagra di’ Pinolo. Lo abbiamo incontrato nel suo studio.

    Padre Roberto, quando è arrivato a Chiesanuova?

    “Quattro anni fa, esattamente il 29 agosto 2017, dopo avere trascorso quasi trent’anni in Missione, venti anni in Senegal e nove in Guinea- Bissau in Africa occidentale”.

    Lei di quale ordine fa parte?

    “Missionari oblati di Maria Immacolata della comunità di Firenze”.

    Così dall’Africa si è ritrovato nel Chianti fiorentino…

    “Furono i miei superiori a comunicarmi che da parte del cardinale di Firenze c’era una richiesta di aiuto. E che mi proponevano il rientro in Italia con la possibilità di andare in una di tre parrocchie a mia scelta. Viste anche le mie condizioni di salute, lasciai ai miei superiori scegliere quella più adatta al nostro carisma missionario, e credo che abbiano fatto la scelta giusta mandandomi a Chiesanuova”.

    Che realtà trovò qui al suo arrivo?

    “Non nascondo che qualche difficoltà l’ho trovata, ma è stata presto superata. Qui trovai, oltre alla chiesa ,una grande realtà, ovvero il Circolo Ricreativo Culturale, due grandi poli per questa seppur piccola frazione. Durante le visite che feci nelle abitazioni per la benedizione delle case, nel 2018 e 2019 (i successivi anni non ho potuto farle a causa della pandemia), incontrai molte persone, anche quelle che non frequentavano la chiesa, ma che poi devo dire si sono avvicinate. Io non mi glorio di questo, devo dire solo che è stato grazie al Signore”.

    Ha ricordato la bella realtà del circolo di Chiesanuova, dove lei ha fatto servizio anche come volontariato alla pizzeria…

    “Il circolo è stato un tramite molto importante per incontrare anche chi non veniva la chiesa, tra questi anche persone che venivano da fuori comune. Servire ai tavoli è uno spirito di servizio, ma non sono il solo. Anche il parroco di Cerbaia, allora don Francisco, so che si dava da fare al suo circolo. Poi anche lì è subentrata la pandemia e non so adesso com’è la situazione. Guardi, anche tanti che non vengono alla Messa, quando ho chiesto loro qualcosa, si sono dati disponibili in qualsiasi aiuto”.

    Altre realtà sono state il Presepe vivente, i festeggiamenti del santo Patrono…

    “In parte erano attività che già esistevano, ho cercato di portarle avanti poiché i ragazzi partecipano volentieri. Così come le famiglie che, con i nuovi nati, hanno “dato” volentieri il nascituro per rappresentare il Bambinello il giorno di Natale”.

    Cosa le rimarrà di Chiesanuova?

    “Mi ha dato davvero delle grandi soddisfazioni, ho trovato delle persone sempre molto collaborative. Credo che se ci si avvicina alla gente con fare semplice, senza pensare di andare a insegnare chi sa cosa, possiamo costruire qualcosa insieme”.

    Quando lascerà la parrocchia?

    “La consegna che ho ricevuto è di curare le anime fino all’1 settembre 2021, ma ho ancora tre battesimi da fare. Il parroco che mi sostituirà mi ha dato il compito di celebrarli”.

    Cosa si sente di dire alla comunità di Chiesanuova?

    “L’avvenire di ogni comunità, di ogni struttura, è assicurato se c’è un certo senso di appartenenza. A Chiesanuova ci sono persone ormai di una certa età, qualcuno di nuovo arriva, direi di conservare questo senso di appartenenza coinvolgendo anche i nuovi arrivati, farli sentire parte della comunità attraverso la chiesa, ma anche il Circolo Ricreativo Culturale. E conservare la memoria. Un proverbio africano dice. una nazione senza storia è un corpo senza un’anima”.

    La sua nuova “missione” che la attende?

    “Sarò vicario parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio a Firenze”.

    Tanti auguri allora Padre Roberto: quattro anni sono passati alla svelta, ma ha lasciato un grande segno qui a Chiesanuova.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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