SAN CASCIANO – Si chiama “Finalmente arrabbiato”, ed è un libro illustrato per bambini (da 4 anni). L’autore è Koos Meinderts, l’illustratrice (sancascianese doc) Rebecca Serchi.
Fa parte di un progetto dell’Associazione Spighe Verdi (sancascianese anch’essa), in collaborazione con la casa editrice fiorentina Storie Cucite (con il patrocinio del Comune di San Casciano).
Il ricavato della vendita del libro (16 euro) andrà infatti alla Casa de Los Ninos, la realtà in Perù in cui opera Cecilia Bandinelli (anch’essa sancascianese), nella comunità di Llamellin.
Se siete interessati all’acquisto del libro (e di conseguenze al sostegno della Casa de Los Ninos, all’opera di Cecilia e dell’Associazione Spighe Verdi), scrivete una mail ad associazione.spigheverdi@gmail.com.
Altrimenti, lo potete trovare in libreria (anche online, ad esempio qui), o sul sito di Storie Cucite (qui).
SPIGHE VERDI
L’Associazione Spighe Verdi Onlus nasce nel 2007 per sostenere la scelta di un’amica, Cecilia Bandinelli, di vivere stabilmente al servizio dei poveri nella Casa de Los Ninos, in un piccolo paese sulle Ande peruviane, all’interno di una missione dell’Operazione Mato Grosso.
L’Associazione è composta da quindici soci attivi, persone di età e storie differenti ma tutte disposte ad impegnare un po’ del proprio tempo per riuscire a mandare un po’ di sostegno economico dove ce n’è più bisogno.
Le attività svolte dall’Associazione sono varie e fino al 2019 il calendario annuale prevedeva appuntamenti fissi.
L’anno si apriva con il pranzo del cinghiale, continuava in primavera con la fiera di beneficenza, in estate un aperitivo all’aperto e un po’ prima di Natale si chiudeva con una cena per poter portare a tutti gli auguri di Cecilia e raccontare cosa si era fatto durante l’anno con il denaro raccolto.
Questi appuntamenti fissi venivano poi affiancati da varie attività: mercati, vendita di torte nelle parrocchie, piccoli sgomberi, confezionamento di bomboniere e tutto quello che ci veniva proposto e potevamo fare.
“Speriamo- dicono dall’Associazione – di riuscire a riprendere e proseguire il nostro lavoro seppur rivedendo alcune delle nostre attività, consapevoli che questa pandemia ha reso e renderà sempre più poveri gli ultimi e i bisognosi”.
“Tutte le varie attività dell’Associazione – proseguono – vengono fatte in modo che le uscite siano minime se non nulle: abbiamo persone che ci sostengono donandoci generi alimentari per i nostri pranzi, compagnie teatrali che organizzano serate per sostenerci e persone che ci regalano quel che a loro non serve più per poter mettere in piedi la nostra fiera di beneficenza e i nostri mercati”.
“Nel corso degli anni – proseguono – sono state fatte anche raccolte fondi specifiche, per esempio per poter ricomprare i materassi della Casa, degli occhiali speciali per un bambino con problemi alla vista, abbiamo fatto una raccolta per poter comprare una pianola che tanto era desiderata da un altro bambino. E un’altra per aiutare a costruire la casa per una ragazza che Cecilia aveva accolto fin da quando era piccola e che poi ha scelto di restare a farle da aiutante con i nuovi bimbi che via via arrivano. Nomi, volti e storie che sono noti e ormai familiari per chi ci sostiene da tempo”.
“Tutti i soldi che l’Associazione riesce a raccogliere vengono mandati a Cecilia – sottolineano – E’ lei poi che, vivendo la realtà del posto, decide di volta in volta come usare questi soldi, noi poi documentiamo a chi ci aiuta come vengono usati nel concreto i soldi mandati in missione.
Il sostentamento dei bambini è la prima cosa, Cecilia negli anni ha accolto tanti bambini, alcuni abbandonati dai parenti, molti con situazioni familiari di grande disagio, in cui sarebbe stato difficile rimanere. I bambini trovano una casa accogliente, dove vivono con persone che si occupano di loro, e hanno così la possibilità di studiare ed essere seguiti nel loro percorso di crescita”.
“Oltre ai bambini – rimarcano ancora da Spighe Verdi – che vivono nella Casa stabilmente, ogni giorno nel pomeriggio dopo la scuola vengono accolti anche bambini che, poiché i genitori lavorano nei campi, sarebbero da soli fino a sera”.
“La Casa – concludono – rimane punto di riferimento anche per i ragazzi ormai cresciuti, finché non sono indipendenti, e ad essa si affiancano molte altre realtà: la parrocchia di Llamellin con l’oratorio, il taller (scuola superiore professionale), la fornace dei mattoni, la cooperativa di falegnameria, la panetteria, l’ambulatorio che fornisce assistenza e medicinali gratuiti.
I soldi raccolti servono per le necessità più urgenti, per questo potremmo dire che nella pratica l’associazione aiuta l’intera comunità del paese di Llamellin, di cui la Casa e i bambini fanno parte”.

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