Chiusi nell’ascensore della Torre del Chianti per 40 minuti: foto e testimonianze

Sei studenti, due professori, un accompagnatore: le pareti a vetri hanno creato un "effetto sauna"

SAN CASCIANO – Una brutta esperienza per nove persone: sei studenti della scuola secondaria "Ippolito Nievo", due professori e un accompagnatore, che nella mattina di giovedì 24 maggio, come da programma, erano usciti per un percorso trekking.

 

La cui prima tappa era di salire sulla Torre panoramica del Chianti, in viale San Francesco, per osservare il bellissimo panorama che, dall’altezza di 33 metri, permette di ammirare le montagne fiorentine e Vallombrosa, le vette pistoiesi, i territori pisani, le colline chiantigiane, Firenze e il suo Duomo. Ma non solo: da qui è possibile toccare con “mano” vari punti di San Casciano.

 

Dunque, se il primo gruppo è salito con l’ascensore fino alla meta, il secondo gruppo ha avuto la sfortuna di fermarsi a trenta centimetri dalla piattaforma.

 

Immediatamente l'accompagnatore si è messo in contatto con l’operatore a terra, comunicando l’avaria.

 

La portata massima dell’ascensore è di 800 kg: ma non è stato il peso delle persone all’interno, che fatta una stima era attorno ai 470 kg, a bloccare tutto, ma un guasto inaspettato.

 

Si sono susseguite varie telefonate con l’assistenza, ma il tempo si allungava per riattivare l’ascensore; inoltre c’è da considerare che la cabina è interamente a vetri, per consentire anche durante la salita di osservare il panorama, e questo ha fatto sì che dopo pochi minuti si appannaessero. Per il calore, aumentato anche dalla tensione di chi era rimasto all’interno.

 

Nel frattempo i professori, visto che i tempi dell’intervento si allungavano e quando un paio di bambini ha iniziato a piangere, hanno deciso di chiamare anche i vigili del fuoco. Da considerare infatti che ormai era già passata una mezzora dal blocco.

 

Fortuna ha voluto che alcuni operai del Comune di San Casciano, che dovevano cambiare delle lampade all’interno della Torre, si sono dati subito da fare raggiungendo la cima della Torre stessa tramite le scale di sicurezza interne.

 

Raggiunto il vano ascensore, hanno aperto parte delle porte della cabina, dove si trovavano le nove persone, permettendo così l’entrata di un po’ d’aria. E di togliere un po' di appannamento dai vetri.

 

All’arrivo (finalmente) della ditta di manutenzione, sono bastate delle manovre per riportare al piano l’ascensore e permettere  l’uscita.

 

Nel frattempo è stato annullato anche l’intervento dei vigili del fuoco, sebbene ormai fossero passati 40 minuti di “spavento e sauna”.

 

Nessuna conseguenza per chi è rimasto all’interno, tanto che il trekking è  proseguito per la campagna.

 

Ma i ragazzi come l’hanno presa? "Come una situazione di apprendimento – ci ha detto chi era con loro – Su come si fa a gestire l’ansia e come affrontare un problema durante… una brutta esperienza".

di Antonio Taddei

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