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venerdì 19 Luglio 2024
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    Commovente addio a Mercatale a un uomo che ha fatto la storia del sindacato e della politica

     

     

     

    Venerdì 8 marzo è stato dato l’ultimo saluto a Fernando Cubattoli (clicca qui per leggere il ricordo del Gazzettino): proprio nel giorno della festa della donna, delle "sue" donne di famiglia, ma anche nelle tante donne lavoratrici nelle fabbriche che ha seguito quando era un sindacalista, difendendo i  loro diritti.

     

    La camera ardente è stata allestita al Centro Lotti di Mercatale, altra circostanza cara a Fernando, perché il Centro è intestato al suo nonno, Giovanni Lotti, poeta, scrittore, bruscellante, mercatalino. Ben presto la stanza multifunzionale di piazza Vittorio Veneto, si è riempita di familiari, amici, e tanti conoscenti che hanno voluto rendergli omaggio.

     

    E Fernando è stato ricordato con un affetto smisurato. La prima è stata la giovane Letizia Giuliani, segretario comunale del Partito democratico: "La parola che vorrei dire a Fernando è grazie. Grazie per la tua lucidità, la tua capacità di ragionare sulle questioni con un’apertura mentale che è soltanto da ammirare. Grazie per averci insegnato l’umiltà nella politica. Dicevi che l’avevi imparato da bambino e poi nella tua università, in fabbrica. Grazie per avermi fatto capire l’uguaglianza quando mi dicesti: "Lo sai che una donna in politica dura il triplo della fatica? Ma se è convinta e capace non la ferma nessuno". Grazie per la fiducia e per avermi dato un’immagine chiara e meravigliosa della parola compagno”.

     

    Poi il saluto dell’Associazione degli Artigiani della provincia di Firenze, in cui Fernando è stato per un lungo periodo segretario; il saluto della Camera del Lavoro di Firenze l'ha portato Mauro Fuso, che ha ricordato l’insegnamento forte che ha trasmesso Fernando. Il suo spirito, la sua passione per il servizio pubblico e la capacità di stare con gli altri spingendoli a fare sempre meglio. Tra pochi giorni sarà festeggiato il 120esimo anniversario della Camera del Lavoro di Firenze: in tale occasione Fernando verrà ricordato perché era uno degli ultimi che ha fatto la storia della Cgil di Firenze.

     

    Un commosso sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini, mercatalino come Fernando, ha ricordato i momenti salienti della vita di Cubattoli. Lo ha fatto usando il tempo presente: " Fernando nasce a Mercatale nel 1937, in questa piazza, ama il suo paese in maniera totale, paese che lo accompagna in questa sua passione politica.Nata da giovanissimo insieme a Ilio che lo accompagnava in Vespa alle prime riunioni politiche. Allora si diventava maturi e saggi molto presto, e Fernando racconta quanto sia stato difficile il primo contatto con la città, 14 anni con gli autobus che ti portavano in città con il cibo portato da casa, mentre i fiorentini ti guardavano e riconoscevano che arrivavi dalla campagna".

     

    "Fernando – ha proseguito Pescini – andava alla sua “università”, ovvero la fabbrica. Nel frattempo mette su famiglia, lavora e comincia anche l’attività istituzionale in consiglio comunale a San Casciano con il sindaco Remo Ciapetti continuando la sua attività politica. Voglio ricordare anche che sono 500anni dalla scrittura de "Il Principe" di Machiavelli, e Fernando raccontava del rapporto dei giovani consiglieri con Remo Ciapetti, che li persuadeva a leggere "Il Principe" perché si acculturassero".

     

    "Fernando e tanti uomini della sua generazione – ha sottolineato – hanno costruito un pezzo di questo paese: non avevano avuto la possibilità di studiare, anche lui aveva solo la quinta elementare. Continua nel suo duro lavoro in fabbrica, coltiva l’amore per la sua famiglia e poi tutte le sere si dedica all’attività sociale politica e del volontariato. Inizia a Firenze nelle sezioni di Campo di Marte, diventa segretario molto presto, poi il sindacato lo chiama e nel ’69 diventa sindacalista della Fillea a tempo pieno, a difendere il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del tessile".

     

    Perché, come ha spiegato il sindaco, "uomini come Fernando hanno costruito un pezzo d’Italia attraverso la pratica continua e quotidiana della democrazia. Dopo l’esperienza sindacale, è chiamato a dirigere e organizzare una struttura complessa nel Partico Comunista italiano di Firenze e lo fa con grande abnegazione e spirito di sacrificio. Non aveva voglia di restare in un posto più del necessario, “abbarbicato” alla sedia, e chiede di cambiare per sperimentare e imparare, diventando così segretario dell’Associazione Artigiani di Firenze. A 54 anni sceglie di lasciare il posto a uno più giovane e torna a Mercatale tra la sua gente".

     

    "Nel concludere – sono state le ultime parole di Pescini – mi rivolgo ai nipoti di Fernando, il futuro; non dovete sentire in questo momento di dolore, il peso di avere un nonno così importante. Dovreste sentire la leggerezza e l’orgoglio di averlo conosciuto, e se metterete in pratica i suoi valori nelle cose che vi ha insegnato, credo che farete una cosa che gli farebbe piacere. E farete una cosa che vi renderà cittadini illustri".

     

    Un grazie, l’ha espresso anche il figlio Walter, con semplicità: "Posso solo dire che è stato un grande babbo". Anche la sorella Letizia lo ha ricordato con quel soprannome che gli era stato attribuito: "Ciao Faruq, quando ti vorrò raccontare qualcosa, so dove venire a parlarti".

     

    Non sono mancati anche i ringraziamenti a tutti i medici, gli infermieri che con grande amore lo hanno assistito, affezionandosi a lui apprezzando il suo forte spirito di grande uomo (sono stati raccolti fondi per il Calcit Chianti Fiorentino, e File Fondazione Italiana Contro il Dolore). Dal Centro Lotti la bara è poi stata portata in chiesa, dove ha officiato la cerimonia funebre don Mario Tomasello assieme a don Armando Ermini parroco della chiesa del Bargino.

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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