Una folla immensa per salutare Stefano Magazzini: fra lacrime e musica rock

Funerali pieni di emozioni alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo per il 52enne commerciante-musicista

SAN CASCIANO – Stefano Magazzini è uscito dalla Pieve di Santa Cecilia a Decimo, piena all’inverosimile dentro e fuori, proprio come avrebbe voluto lui.

Circondato e accompagnato da tanti, tantissimi che gli hanno voluto bene. Praticamente due paesi interi, Montespertoli e San Casciano, venuti a salutarlo. 

E’ uscito accompagnato prima dagli Ac/Dc. Poi da “Sally” di Vasco Rossi, che l’aveva anche accolto all’arrivo alla Pieve. Fra abbracci, lacrime, sudore. Gilet di pelle e facce da palcoscenico, da sound check, da basso-chitarra-batteria-voce. Dai familiari. Dagli amici di una vita. 

Stefano, venuto a mancare a 52 anni, è arrivato sul piazzale della Pieve poco prima delle 15.15 di sabato 13 luglio. Pieve e piazzale troppo piccoli per contenere l’affetto verso un uomo, un ragazzo, che si era fatto voler bene da tanti.

Conosciuto da tantissimi a San Casciano: commerciante in uno dei negozi storici del paese, “Paolo e Gisella”. Battuta sempre pronta, sorriso stampato.

Accanto a lui tutti i familiari. Per primi la moglie Elisabetta e il figlio, Niccolò, al quale ha trasmesso l’amore profondo, trascinante, per la musica.

Suonava il basso Stefano. Storica la formazione che per anni ha fatto ballare tantissimi nella provincia fiorentina, i Bisca Losca. Ciuffi al vento e serate indimenticabili. Quando ancora non c’erano YouTube, Facebook. Quando si andava a sentirli perché il passaparola diceva che con loro ci si divertiva.

Il silenzio e i singhiozzi sono stati smorzati dal dolcissimo Coro di Decimo: con un canto in lingua spagnola, una lode alla Madonna, un canto alle meraviglie del Signore.

Sono stati don Massimiliano Gori e don Marco Fagotti a officiare la Santa Messa. Dopo il Vangelo secondo Giovanni don Massimiliano ha detto: “L’ultimo segno di Gesù è stata la resurrezione di Lazzaro, e anche Gesù in quel momento scoppiò in un pianto, proprio come stiamo facendo noi in questo momento”.

“In questi mesi – ha detto don Massimiliano – tante volte ci siamo ritrovati chiedendo un aiuto a Gesù affinché guarisse Stefano. Ma anche Gesù in quei momenti soffriva insieme con lui. Ed è naturale soffrire quando ci distacchiamo da una persona cara. La moglie di Stefano che frequentava Decimo quando ancora c’era don Gino, il prete che abbiamo conosciuto un po’ tutti, un giorno gli chiese: “Cosa ci sarà dopo la nostra morte?”. E don Gino gli rispose: “Non te lo immaginerai mai!” con quel suo modo convincente e sorridente per far capire la grandezza del Paradiso. Il sorriso di Stefano continuerà, così come continuerà a suonare nella gloria del cielo”.

Prima della benedizione della salma ha parlato Sandra, che per anni ha lavorato accanto a Stefano e a tutto lo staff di “Paolo e Gisella”. Affiancata da Niccolò ha ripercorso la strada fatta insieme, descrivendolo come persona sempre sorridente, pronta a scherzare. Una lettera aperta emozionante. Sincera nel profondo.

Poi le amiche. E la moglie Elisabetta: “Devo ringraziare il Dio di avermelo fatto conoscere, è stato una persona speciale per me. Ti amerò per sempre Stefano”.

 

Per ultimo ha preso la parola don Marco Fagotti: “Ho passato parte della mia infanzia con Stefano, ho fatto insieme con lui le vacanze da ragazzi, e molte volte ho pensato a sua moglie quando passava sull’autostrada davanti alla mia chiesa, a Campi Bisenzio, per andare a trovarlo all’ospedale di Bologna. La sua era una corsa della speranza”.

“E allora oggi v’invito a correre di fronte alla sofferenza – ha proseguito – accelerate la vostra corsa verso il Signore, correte, non è il tempo di mettersi a sedere, non dimenticate quel sorriso di Stefano”.

Da brividi l’uscita, su quel sagrato tutto per lui e con lui. Tra le sue mani è stato messo il suo plettro, nelle tasche dei pantaloni le bacchette da batterista del figlio.

Così, mentre a Vasco Rossi cantava “Perché la vita è un brivido che vola via. E’ tutto un equilibrio sopra la follia”, il rumore degli applausi dedicati a Stefano, alla sua forza, al suo sorriso, sono stati la colonna sonora di un saluto pieno di affetto. Vero. Profondo. Sincero.

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