SAN CASCIANO – Finestrini spaccati. Razziato quello che c'era nell'auto: una scena vista più volte lungo la Pesa e che si è verificata di nuovo nei giorni scorsi.
A raccontarci l'accaduto è la proprietaria dell'auto (e di quel che c'era dentro), Marzia: "E' successo un sabato mattina, fra le 10 e le 12. In auto avevo una borsa shopper di tessuto, a vista: magari quello li ha purtroppo attratti. E, purtroppo, nascosta c'era la vera borsa, con tutto ciò che è utile per il nostro quotidiano, compreso un telefono cellulare".
"L'entità del danno – riprende – ovvero la perdita economica quando ti accadono queste cose, è purtroppo considerevole, in una realtà in cui in questo Paese gli stipendi, per chi ha la fortuna di aver potuto mantenere un lavoro in questi anni, non sono certo adeguati al costo vero della vita. Per cui significa davvero molto, troppo".
Il luogo dell'accaduto è il lungo Pesa a Cerbaia: "Ho lasciato l'auto in uno spiazzo che sembra proprio adibito a parcheggio – continua Marzia – con stato d'animo tranquillo e pronto ad una passeggiata nella natura. Un centinaio di metri dall'impianto di depurazione completamente in stato di abbandono, tra l'altro contrassegnato da segnaletica che indica la presenza di telecamere a cui davvero non possiamo credere".
"Mi trovavo in compagnia di una persona – racconta Marzia – che giorni prima aveva segnalato ad Arpat e al Corpo Forestale dello Stato lo stato di abbandono del territorio, segnalando la presenza di schiume sospette presenti nell'acqua del fiume. Era anche quello lo scopo della passeggiata. Durante la quale abbiamo incontrato le schiume, indici di possibile inquinamento, i numerosi tronchi di alberi tagliati e lasciati accatastati quando la persona che era con me mi spiegava che per legge non è legittimo in quanto dovrebbero essere sgombrati e liberati dal territorio".
"Inoltre – dice ancora Marzia – si sono palesati i resti dell'enorme tronco di albero che si trovava misteriosamente ad intralciare il sentiero, tagliato per sgombrare il passaggio nel sentiero. Detriti anche pericolosi e spazzatura in genere, purtroppo presente. Un ambiente naturale molto bello, anche per la sua vastità, pesantemente penalizzato da incuria".

"Il sentiero – racconta ancora Marzia – arriva fino alla località Ginestra Fiorentina ed appare una delle poche possibilità verdi accessibili del territorio, in cui il Consorzio di Bonifica ha investito ma che purtroppo non tutela abbastanza".
"Senza dubbio – ammette Marzia – non conviene lasciare in parcheggi non custoditi oggetti di valore, ma anche che gli stati di abbandono di luoghi si traducono più facilmente in spazi in cui si possono verificare atti vandalici e quant'altro. Inoltre ogni anno il Consorzio di Bonifica riscuote una tassa non certo insignificante dai cittadini: e se non utilizza le risorse per mantenere un habitat ed uno spazio come questo per cosa li utilizza?".
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA


























