SAN CASCIANO – Mancava da casa da due giorni il gatto Furio, tanto che oltre ai suoi proprietari si era mobilitata gran parte di via di Vignaccia, dove abitano, per ritrovarlo.
Erano pronti anche i volantini da mettere nei negozi e da distribuire, ma nel primo pomeriggio di domenica 10 marzo una signora ha contatto la redazione del Gazzettino del Chianti: "C’è un gatto che da due giorni è su una grossa pianta, non è in grado di scendere e miagola, visto la vostra sensibilità potete fare un appello? Magari chi l’ha perso è anche in ansia. Io e mio marito abbiamo cercato di farlo scendere, ma non ci riesce!".

Siamo così andati in via Vignaccia, dove abbiamo trovato un uomo: "Scusi lei ha perso un gatto?" abbiamo chiesto. Meravigliato della nostra domanda ci ha risposto: "Sì, perché sapete dove si trova?".
Nel frattempo si è affacciata anche la moglie: "Dov’è Furio, lo cerchiamo da due giorni, siamo disperati!".
Così, insieme, siamo andati incontro alla signora che ci aveva fatto la segnalazione. Che ci ha portato nel giardino del Palazzo del Greco. Dove, sul tronco di un’enorme pianta c’era proprio Furio, che appena sentita la sua padrona ha iniziato a miagolare.
Ma come arrivare fin lassù per riprenderlo? "Guardi ho chiamato i vigili del fuoco- ha detto la signora che lo aveva trovato – ma sono impegnati su altri servizi, mi hanno promesso che appena possibile verranno".
C’è stato chi ha fatto la proposta di chiedere l’intervento della Protezione Civile della Misericordia di San Casciano, con sede a pochi passi, anche per non impegnare i vigili del fuoco.

Così, dopo una telefonata, i volontari si sono resi disponibili con grande gentilezza. Annullata la chiamata ai vigili del fuoco, non è rimasto altro che attendere.
Appena arrivati i volontari, grazie a una scala allungabile, uno di loro è salito sulla scala fino ad arrivare a Furio, che probabilmente stremato si è fatto subito prendere fra le braccia, per poi tornare dalla sua padrona. Che ha ringraziato di cuore i due volontari (che tra l’altro hanno lasciato un pranzo tra amici per intervenire).
I ringraziamenti sono andati anche alla signora e suo marito che hanno chiamato la redazione, per poi rendersi disponibili ad agevolare il salvataggio.
di Antonio Taddei
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