SAN CASCIANO – Niente tentennamenti per questo riguarda ChiantiBanca in vista dell'assembela dei soci che, il prossimo 16 dicembre, sarà chiamata ad esprimersi sull'adesione finale al gruppo bancario di Iccrea.
Lo aveva scritto il presidente, Cristiano Iacopozzi, nella newsletter inviata ai soci nelle scorse settimane (qui il testo completo): "In sintesi, cambiare senza tradire può rappresentare un’efficace sintesi per descrivere la riforma che farà entrare ChiantiBanca a far parte del GBC: potremo beneficiare dei vantaggi legati all’istituzione dello “Schema di Garanzie Incrociate” che permetteranno alle singole Bcc di mettere in sicurezza i risparmi della propria clientela, senza perdere quello che è il carattere mutualistico e localistico e l’attenzione ai bisogni dei territori e delle comunità, che da sempre caratterizzano la nostra banca e l’intero mondo del credito cooperativo".
Lo ha ribadito sul Corriere Imprese (il dorso del lunedì del Corriere Fiorentino) di oggi, lunedì 26 novembre, in una intervista a Silvia Ognibene: "All'assemblea del prossimo 16 dicembre chiederemo ai soci di votare a favore dell'adesione al gruppo Iccrea".
Una presa di posizione decisa, che è in contrasto con le posizioni anti-riforma espresse in questi ultimi mesi dall'associazione Articolo 2, formalmente strutturata su un livello nazionale, praticamente nata all'interno del "mondo ChiantiBanca". Con la stragrande maggioranza dei fondatori (alcuni anche ex amministratori) afferenti alla Bcc con base a San Casciano.
Lo stesso presidente, Antonio Fusi, dipendente per decenni prima della Banca del Chianti Fiorentino e poi di ChiantiBanca, ne è un "trait d'union" abbastanza implicito.
Fusi che, comunque, rimarca ancora una volta la distanza fra l'associazione e la banca chiantigiana: "Articolo 2 non esprime alcuna posizione riguardo a legittime scelte fatte dagli organi di ChiantiBanca. Come ho già avuto modo di dire, non c’è legame funzionale tra i due soggetti".
"E’ ovvio comunque – rimarca Fusi, in questi giorni in cui gli emendamenti della Lega sembrano ormai tutti caduti, ad esclusione di quello sulle Raiffeisen – che con questo modello di riforma le “scelte” che le Bcc (Cda e soci) possono operare (solo alla fine di un percorso eterodiretto) non lasciano, per utilizzare un eufemismo… molte alternative”.
"Articolo 2 – sottolinea – si è sempre battuta contro “questo modello di riforma” (non contro una riforma tout court) ritenendolo incoerente con gli obiettivi mutualistici delle Bcc e incostituzionale".
"Qualunque sarà la conclusione di questa “sciagurata” riforma – conclude – Articolo 2 sarà comunque sempre al fianco di ChiantiBanca per sostenere e promuovere con coerenza, per quanto sarà possibile, i principi ed i valori della cooperazione di credito italiana".
di Matteo Pucci
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