Il Covid-19, il Perù affamato: e l’operazione Mato Grosso prepara una grande raccolta viveri

Dopo la lettera di aiuto di Padre Armando, parroco di Chimbote, disperato per le condizioni di migliaia di persone, la comunità sancascianese si sta muovendo: come aiutare

SAN CASCIANO – Se la pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio l’economia dei Paesi industrializzati, sicuramente ha affamato ancora di più quelle zone del mondo dove la fame è sempre stata all’ordine del giorno. E dove ora rischia di far morire migliaia di persone.

E’ il caso del Perù dal quale in aprile è partita una lettera di aiuto di Padre Armando, parroco di Chimbote, disperato per le condizioni di migliaia di persone che costrette a stare in casa per la pandemia non possono lavorare e quindi dare da mangiare alla propria famiglia.

Il movimento di volontariato Mato Grosso, presente in Toscana e nel nord Italia, ha prontamente accolto la richiesta di Padre Armando mettendo in campo una raccolta viveri che si prefigge di inviare nel Paese peruviano un conteiner da 200 quintali di generi alimentari entro giugno.

Ne abbiamo parlato con Luca Dilaghi, uno degli organizzatori toscani: “L’operazione Mato Grosso- ci spiega Luca – è un po’ la mia seconda casa da venti anni e nello specifico la mia famiglia insieme ad altre, come la famiglia Rampini, si occupa della raccolta e spedizione dei viveri in tutte quei paesi in cui la nostra organizzazione è presente”.

“Credo sia un nostro dovere- sottolinea Luca – da persone fortunate, quello di ricordarsi che nel mondo ci sono tante persone che non hanno accesso nemmeno alla sopravvivenza e che un nostro piccolo gesto può davvero salvare loro la vita”.

“Al momento – spiega – possiamo collaborare solo con il Perù, che versa ultimamente in una situazione gravissima a causa del Coronavirus perché mancano strutture ricettive e farmaci nei tanti villaggi sparsi per il paese e troppo lontani dalla capitale Lima”.

Se di solito tutti i volontari del movimento, soprattutto giovanissimi, svolgono una miriade di lavori in cambio di un’offerta da devolvere alle missioni, con tutto quello che è successo i soldi non sono stati raccolti. Da qui l’idea di raccogliere viveri di prima necessità anche in periodo di lockdown.

Una cosa semplice da fare per ognuno di noi ma di importanza vitale per tutte quelle persone che se non lavorano non mangiano, in un paese dove non esistono ammortizzatori sociali.

“Stiamo già distribuendo viveri – continua Luca – soprattutto nella baraccopoli di Chimbote ma ci siamo prefissi di raccogliere tanti quintali di generi alimentari da spedire entro il 15 di giugno”.

Con l’aiuto delle Suore Clarisse nella persona di Suor Livia, don Massimiliano, proposto delle parrocchie di San Casciano e don Stefano della parrocchia di San Pancrazio, l’operazione Mato Grosso lancia una raccolta viveri davvero ambiziosa, contando sulla solidarietà degli abitanti del Chianti Fiorentino.

Per generi alimentari si intendono: pasta, riso, prodotti in lattina (legumi e pelati), tonno in scatola, tetrapack, olio in lattina, possibilmente in una scatola di cartone già chiusa con sopra scritto cosa contiene ed il peso.

Tutti coloro che vorranno partecipare potranno portare i viveri a San Casciano sabato 6 giugno presso il monastrero delle Suore Clarisse, nel Piazzone, dalle ore 15 alle 18.

Per la frazione di San Pancrazio il punto di raccolta è la Pieve, e comunque Luca Dilaghi mette a disposizione il suo recapito telefonico per il ritiro del pacco per tutti coloro che saranno impossibilitati (3398667822).

I generi alimentari dovranno avere come scadenza minima gennaio 2021

Partecipate numerosi perché come ci spiega Luca “quando nelle case c’è una scatola vuota da riempire per qualcuno che ha bisogno, ci si educa fin da piccoli a pensare agli altri e forse a costruire un mondo migliore”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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