spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
venerdì 14 Giugno 2024
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Il terremoto del 1895 a Sant’Andrea in Percussina: una ricerca e una testimonianza inedita

    Realizzata da Donatella Viviani, presidente del CRC di Chiesanuova, nell'ambito della mostra “Quando i pompieri si vestivano per strada”

    CHIESANUOVA (SAN CASCIANO) – Sta riscuotendo un grande successo la mostra all’interno della sala del CRC di Chiesanuova, “Quando i pompieri si vestivano per strada”, allestita nell’ambito della 46esima “Sagra dì pinolo”.

    All’interno del percorso espositivo la presidente del circolo, Donatella Viviani, dopo un’attenta ricerca presso l’archivio del Comune di San Casciano e della chiesa di Sant’Andrea in Percussina, è riuscita a ricostruire un evento di cui spesso si parla, ma del quale si è persa memoria.

    Ovvero il sisma del 18 maggio 1895, che colpì in modo particolare Sant’Andrea in Percussina e dintorni.

    “Quando i pompieri si vestivano per strada”: prosegue con grande successo la mostra

    Donatella Viviani ha anche ricostruito, grazie ai racconti tramandati dalla nonna Modestina (che all’epoca dei fatti aveva sette anni ed era residente nella casa del Villino), i ricordi della sera del 18 maggio 1895. Una sorta di cronaca in diretta, vissuta da nonna Modestina.

    “Erano seduti a tavola al secondo piano della loro casa – racconta oggi Donatella – mia nonna, il suo babbo, la mamma, il fratello e le sorelle, mentre il fratellino di pochi mesi dormiva tranquillo nella sua culla in un angolo della stanza”.

    “All’improvviso un rombo forte – sono le parole della nonna di Donatella Viviani, Modestina – come un tuono lunghissimo, tutto cominciò a tremare e ondeggiare come una barca in mezzo al mare. Rimanemmo paralizzati dalla paura e senza avere il tempo di alzarci, perché il pavimento si spalancò e noi precipitammo insieme alle travi, ai mobili e a tutto il resto”.

    “Io rimasi sepolta sotto le macerie – raccontava ancora – e quando riuscirono a liberarmi ero ancora svenuta e sanguinante, tanto che il babbo disse: “Poera la mi’ Modesta, l’è di già morta!”. E invece mi ripresi e me la cavai con qualche ferita e parecchi lividi, come tutta la mia famiglia. Solo Gino continuò a dormire nella culla, l’unico angolo rimasto in piedi tra le rovine della casa diroccata”.

    “Mi è sempre piaciuto ascoltare dalla nonna questo racconto – dice oggi Donatella Viviani – che aveva quasi il sapore di un miracolo, ma ho sempre pensato che ingigantisse un po’ le vicende per farne una bella favola. E invece…”.

    Viviani, oltre alle ricerche all’archivio comunale, è andata a sfogliare lo “Stato delle anime” del 1896 nella parrocchia di Sant’Andrea in Percussina.

    Un vero e proprio censimento della popolazione che faceva il parroco quando andava a benedire le case.

    Ancora da La Nazione, 21 maggio 1895, scrive: “A duecento passi dalla Villa Manzi, si ergeva un vasto fabbricato, pure di proprietà della principessa Demidoff, ivi abitavano varie famiglie. Lo stabile era di antichissima costruzione, ma assai solido. Si trova molto in alto ed è uno dei pochi edifici rovinati completamente. Al terzo piano abitavano il sotto-giardiniere Giuseppe Sarsi con la moglie Ottavia e i loro figli Eugenio, di 14 anni, Luisa di 12 anni, Modesta di 7 anni (la nonna di Donatella Viviani) ed un figliuletto di pochi mesi”.

    “Tutta la famiglia era a cena – si legge ancora – allorché per la tremenda scossa rovinavano tutti gl’impiantiti dello stabile e il marito, la moglie, i figliuoli precipitarono insieme con le macerie fino al piano terreno. I primi accorsi credevano tutti che fossero morti. Si cercò fra le macerie e si ritrovarono presto a uno a uno, che avevano riportato solo ferite e contusioni guaribili in meno di un mese, salvo complicazioni”.

    E ancora, dall’archivio parrocchiale di Sant’Andrea in Percussina: “Erano le nove meno cinque minuti di sera appena chiusa la chiesa e la gente se ne tornava nelle loro case, e rientrato il parroco in canonica, un forte rombo fu udito seguito da un movimento ondulatorio così forte che sembrava essere su una barca nel mare”.

    “Al forte movimento – narra lo scritto – seguì un lungo e sordo fragore della casa che rovinava. La chiesa aveva fatto ne più ne meno d’un libro quando si apre. La canonica era un ammasso di rovine. Il piano superiore di sette stanze divenne quasi tutta una”.

    Un altro pezzo di storia del nostro territorio sul quale è stata fatta un po’ più luce.

    Da Donatella Viviani che, tra l’altro, è anche autrice del prezioso libro “Chiesanuova tra cronaca e storia”, pubblicato dal CRC nel 1986.

    Il suo percorso di ricostruzione del terremoto di Sant’Andrea in Percussina è visibile fino al 25 giugno presso la mostra “Quando i pompieri si vestivano per strada”.

    La chiesa di Sant’Andrea in Percussina

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...