BARGINO (SAN CASCIANO) – Alla fine ce l'hanno fatta. Dopo oltre un'ora di tentativi andati a vuoto, di morsi schivati.
Mercoledì 9 maggio. Bargino. Zona draga. Una signora dice a due uomini, Vincenzo Mangino e Massimo Lotti, che in un tombino lasciato aperto, con un cartello e una fettuccia a delimitarlo, c'è un istrice.
Chissà da quanto. Un giorno, due. Tanto che la mattina la donna ha portato qualche carota e qualche verdura, messa lì per aiutare l'animale a placare, chissà, i morsi della fame.
Vincenzo e Massimo si danno da fare. Prendono guanti, una strisica di quelle da carro attrezzi. Provano e riprovano, ma niente da fare. Proprio non riescono a tirarlo fuori da quella buca.
Contattano la redazione del Gazzettino del Chianti. Come sempre, cerchiamo di dare una mano: chiamiamo l'associazione Amici della Terra, che molto gentilmente ci indirizzA a un numero di telefono della Protezione Civile della Città Metropolitana: "Chiamate loro, che poi avvisano noi e andiamo sul posto".
Mentre stiamo per comporre il numero però, dopo tanti e tanti tentativi (li vedete anche nel video, senza sonoro perché ogni tanto, nella concitazione, partiva… qualche parola di troppo), Vincenzo e Massimo trovano la combinazione giusta.
L'istrice balza fuori dalla buca e, aculei ritti al massimo, corre a perdifiato nella campagna, dopo aver ri-acquistato l'agognata libertà. Grazie a questi due "umani" che si sono dati davvero un gran daffare. Bravi!
P.S.: forse sarebbe il caso di chiuderlo quel tombino… .
di Matteo Pucci
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