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venerdì 7 Ottobre 2022
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    La giornalista sancascianese e il suo libro che rende accessibile a tutti la grande opera di Machiavelli

    SAN CASCIANO – Sono tante le iniziative che sul nostro territorio stanno degnamente celebrando l’anniversario dei 500 anni della stesura del capolavoro di Niccolò Machiavelli, “Il Principe”, scritto nel 1513 durante l’esilio a Sant’Andrea in Percussina.

     

    Un piccolo borgo di case, quello di Sant'Andrea, dove chiudendo gli occhi si può ancora rivivere il periodo dell’esilio di Machiavelli, percepire l’atmosfera dell’epoca, le antiche mura, il paesaggio tempestato di filari di viti e olivi, il verde dei boschi. E, in lontananza, quasi a poterla toccare, la Cattedrale di Santa Maria Novella.

     

    Tra queste iniziative ce n’è una in particolare su cui ci soffermiamo: un'opera utile non solo per i giovani che studieranno Niccolò Machiavelli, ma anche per tutti coloro desiderano leggere “Il Principe” in una versione più semplice.

     

    A questo proposito consigliamo l’ultimo libro scritto dalla sancascianese "doc" Olga Mugnaini, giornalista, laureata in lettere moderne all’Università di Firenze. La quale si è cimentata nell’impresa della "traduzione" dell’opera in italiano contemporaneo: per facilitarne, come detto, la lettura.

     

    Ed è così che grazie a questo lavoro (per niente facile) che è uscito il libro “Il Principe  testo integrale in italiano moderno”, edito dalla casa editrice fiorentina Nerbini, nota per avere pubblicato dal 1903 “Pinocchio”.

     

    Olga Mugnaini, sempre per Nerbini, aveva realizzato la versione in italiano moderno della "Congiura dei Pazzi" di Niccolò Machiavelli.

     

    "E’ stato un lavoro non facile – dice al Gazzettino del Chianti – ma appassionante e di grande responsabilità nel tradurre in italiano contemporaneo la lingua cinquecentesca di Messer Niccolò nel suo Principe".

     

    "E’ un modo – ci spiega – affinché l’acutissimo e cristallino pensiero dell’illustre fiorentino possa essere goduto e analizzato nella sua pienezza, senza rischiare che un vocabolo desueto o una costruzione troppo articolata possa appannare la forza di un ragionamento o l’iperbole di un’intuizione, sempre e comunque sapientemente espresse".

     

    "E’ stata una traduzione vissuta come un viaggio emozionante – conclude Olga Mugnaini – fra corti e principi, congiure e corruzioni, ideali e sogni".

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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