Crollo mura di via dei Fossi: “Il Comune sapeva, ma non è stato fatto niente”

Le accuse del M5S: "Ricostruiti gli scambi di documenti con la Soprintendenza. Che abbiamo anche incontrato..."

SAN CASCIANO – Nelle scorse settimane la denuncia ufficiale presentata alla Stazione di piazza Cavour, davanti ai carabinieri di San Casciano. Giunta pochi giorni dopo il "blitz", con esposizione dello striscione, sulle mura di via dei Fossi.

 

Oggi, lunedì 17 settembre, il MoVimento 5 Stelle di San Casciano ha incontrato il direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia, Andrea Pessina.

 

 

"L'oggetto di questo incontro – dicono dal M5S sancascianese – da noi richiesto, nasce in seguito all'accesso agli atti effettuato la scorsa settimana presso gli stessi uffici, relativi alla nostra denuncia. Atti riguardanti l'iter intercorso tra il Comune di San Casciano e la Soprintendenza, relativo alle mura del 1300 di via dei Fossi".

 

"In sistesi – rimarcano – questo è quanto è emerso: a ottobre 2015 il Comune presenta una pratica edilizia relativa al taglio dell'edera, e indagine conoscitive sullo stato delle mura; a dicembre 2015 c'è il nulla osta da parte della Soprintendenza; il 25 novembre 2016, il Comune presenta un primo progetto per il restauro delle mura, dove nella tavola 5 (stato attuale), scrive quanto segue nella legenda descrittiva sul tratto di mura successivamente crollate…".

 

"ECCO COSA SCRIVEVA IL COMUNE ALLA SOPRINTENDENZA"

 

Qui il MoVimento 5 Stelle di San Casciano afferma di riportare testualmente: "… Parte fortemente dissestata e pericolante con pericolo di crollo imminente della massiccia muratura in testa all'arco; grave rottura delle murature dell'arco e relativa rotazione verso l'esterno con ampio fuori piombo; cedimento del piede della muratura e rotazione verso l'esterno della muratura e volta del cunicolo; dilavamento e crollo del conglomerato in pietrame del riempimento a secco; relitti di fondazione in decadimento…".

 

"A marzo 2017 – prosegue nella sua ricostruzione il M5S – la Soprintendenza richiede integrazione al progetto ai tecnici del Comune. Il 26 giugno 2017 il Comune presenta l'integrazione richiesta a cui la Soprintendenza dà il nulla osta il 31 ottobre 2017".

 

"Alle 7 del 28 dicembre 2017 – accusa il MoVimento 5 Stelle – il blocco di mura evidenziato nel progetto del 2016 (pericolo di crollo imminente) cede, causando lo schiacciamento di alcune macchine e solo per caso fortuito non ha causato danni alle persone".

 

"Come si evidenzia dallo scritto – rilanciano i pentastellati sancascianesi – per più di un anno, nonostante l'allarme evidenziato, non è stata fatta da parte del Comune nessuna opera di messa in sicurezza del punto evidenziato dal crollo. E tantomento la Soprintendenza, nonostante la presa visione del pericolo e la richiesta di integrazione, non interviene in alcun modo nel prescrivere un immediato intervento di messa in sicurezza alfine di scongiurare pericoli a persone o cose".

 

"IL COMUNE ERA TENUTO A METTERE IN SICUREZZA"

 

"Per chiarezza – sottolineano – teniamo a precisare che il Comune, in qualità di proprietario delle mura, nelle figure responsabili, quali il sindaco Massimiliano Pescini, e l'assesore ai lavori pubblici Roberto Ciappi, nonché tutti i tecnici firmatari delle varie pratiche presentate, era tenuto a mettere in sicurezza il cantiere che loro descrivono come pericolo imminente".

 

"Avrebbero potuto avvalersi – incalzano – dell'art 27 del codice dei beni culturali, dove in seguito alla necessità urgente di messa in sicurezza derivata da un imminente pericolo, attraverso l'installazione di opere provvisionali, non sarebbe stata necessaria alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza".

 

"Per il M5S – concludono – fare un esposto alla Procura della Repubblica, come già detto, è stato un atto formale al principio di salvaguardia della sicurezza dei cittadini. Adesso integreremo al Procuratore gli atti necessari".

 

 

LA RISPOSTA DEL SOPRINTENDENTE PESSINA

 

Contattato dal Gazzettino del Chianti, il Soprintendente Pessina ci spiega che "la risposta a tutto questo penso sia nei fatti, ovvero nel constatare quanto il Comune di San Casciano e la Soprintendenza si siano attivati per trovare finanziamenti per i lavori che partiranno a breve. Tanto che con l'amministrazione comunale abbiamo sottoscritto recentemente un accordo per utilizzare un milione di euro ottenuto dal ministero".

 

"Come sempre – prosegue Pessina – si può fare di meglio, le possibilità di intervento del Comune per mettere in sicurezza la parte più a rischio avrebbe potuto esserci, ma quando c'è stato il crollo il Comune stesso aveva già avviato l'iter per il progetto di restauro".

 

Alcuni, talvolta, hanno tirato in ballo l'edera che, una volta tolta, potrebbe essere stata la goccia finale che ha fatto traboccare il vaso.

 

"L'edera – spiega Pessina – può funzionare come legante per la singola pietra. Dire che quel tratto di mura stesse in piedi perché c'era l'edera non è sostenibile. Lo sarebbe se si fossero staccate una pietra, due. Non era certo l'edera che le teneva su. Prima di lanciare accuse servirebbero delle perizie".

 

"Intanto – conclude – proprio oggi, dopo l'incontro con i 5 Stelle, abbiamo programmato con il funzionario di zona per accertarsi che i lavori partano prima possibile".

di Matteo Pucci

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