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martedì 27 Luglio 2021
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    Mariangela e Dario: sessanta anni fa i fiori d’arancio. Oggi si tengono ancora per mano prima di dormire

    Una vita passata insieme in macelleria. Si conobbero proprio dove una volta c'erano i Macelli sancascianesi, sulla via Cassia, dove il babbo di Mariangela era il custode...

    SAN CASCIANO – Il 12 giugno di sessanta anni fa Mariangela Bernardoni e Dario Secci si unirono in matrimonio nella Collegiata Propositura di San Cassiano. A sposarli furono due sacerdoti: don Ivo Biondi e don Renzo Pulidori.

    Oggi, a distanza di ben sei decenni di vita matrimoniale, questa bella coppia di sancascianesi è pronta con lo stesso entusiasmo di allora di festeggiare con i familiari.

    Mariangela di solito l’età a una signora non si chiede…: “Non ho problemi- sorride – sono nata il 24 ottobre 1940 ai vecchi Macelli, sulla via Cassia, dove il mio babbo Mario Bernardoni era il custode. La mia infanzia l’ho passata tra i giardini che chiamavamo “la pista” perché lì si ballava (oggi è una rimessa dei mezzi della Misericordia) e il giardino del Salvestrini (oggi piazza Matteotti).

    Anche lei Dario è nato a San Casciano?

    “Sono nato l’11 aprile 1934 dopo San Martino ad Argiano in una casa colonica denominata “Castellina”. Finita la scuola mi misi a lavorare con mio fratello Coriolano, in una macelleria in via IV Novembre, nel centro del paese”.

    Dunque vi siete conosciuti ai Macelli?

    “Lui – riprende Mariangela – veniva a macellare le bestie e quando lo vedovo arrivare mi mettevo alla finestrina del bagno a osservarlo. Ricordo che c’era un cavallo che serviva ad aiutare i macellai che, con i loro carri, dovevano affrontare la salita dell’entrata, così stavo attenta a quando Dario usciva per tornare in macelleria e prima di superare la “Porticciola” vedevo che si girava verso di me”.

    “Allora pensavo – va indietro nel tempo la memoria – gli interesso! Non solo: il lunedì andavo da una mia amica in piazza e, affacciate alla finestra, attendevamo che passasse Dario per andare in banca. Una volta passato, scendevamo di corsa in strada passeggiando in su e in giù fino a quando lui non usciva dalla banca, e con una scusa lo fermavamo per scambiare due parole”.

    Dopo quanto vi fidanzaste?

    “Il fidanzamento ufficiale in casa – ricorda ancora Mariangela – con tanto di presentazione ai miei genitori, avvenne il 30 maggio 1956. All’epoca l’uomo doveva venire a presentarsi dai genitori della fidanzata, anche se entrambe le famiglie già si conoscevano.

    Dario Secci

    Lei Dario, ma anche Mariangela, eravate allora come oggi una bella coppia. In una foto degli anni ‘50 si vede lei in sella a una moto in occasione di una “Festa dell’Uva” circondato da belle ragazze sancascianesi. Tra queste appunto, c’è anche quella che diventerà sua moglie…

    “E’ vero, sono ricordi bellissimi, avevo una moto Guzzi 250, partecipavamo ai giochi nella contrada del Giglio. Anni indimenticabili”.

    Il findazamento durò quattro anni e, come detto, il 12 giugno del 1961 si sposarono.

    “Il viaggio di nozze? Fu di pochi giorni – rispondono – ci siamo sposati di lunedì per poi riprendere il lavoro il giovedì. Partimmo in Cinquecento con l’intenzione di arrivare a Genova,

    Mariangela Bernardoni

    ma siccome l’amore era tanto… ci fermammo a Forte dei Marmi per poi ripartire il mattino dopo”.

    Dopo il matrimonio Dario decise di mettere su una macelleria in proprio: “L’8 dicembre del 1966 – ricorda – abbiamo aperto la macelleria all’inizio di via IV Novembre, mia moglie fino ad allora lavorava come ricamatrice, smise per aiutarmi”.

    Ed era un lavoro impegnativo: “All’inizio Mariangela faceva la “gita” partendo da Falciani fino al Ferrone a prendere le ordinazioni e poi ritornava per le consegne. Questo per un certo periodo, poi le cose cambiarono. E anche lei venne in macelleria”.

    Poi la macelleria diventò ancora più a gestione familiare: “Purtroppo nel 1980 ebbi un incidente – aggiunge Dario – Persi la vista da un occhio, nostro figlio Stefano in quel periodo studiava: fu una decisione non facile quella di lasciare gli studi, ma con l’aiuto del nonno Mario e di noi due, ben presto prese la situazione in mano, mentre noi piano piano ci siamo ritirati. Oggi è Stefano, con la moglie Sandra, a proseguire con passione e professionalità”.

    Una domanda che può sembrare banale, il segreto di un matrimonio così lungo?

    “Non ci sono segreti – rispondono a una voce – quel che conta è il dialogo, condividere il bene e il male. Certo le divergenze, le discussioni ci sono state, ma abbiamo superato tutto grazie al rispetto reciproco”.

    Un segno che fa capire ancora quanto siano innamorati, ce lo rivela dopo la chiacchierata Mariangela: “Lo sa che la sera, quando andiamo, a letto ci addormentiamo dandoci la mano?”.

    Dario, Mariangela e Stefano

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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