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domenica 21 Aprile 2024
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    Mario Vanni, ultimo atto: esumati oggi nel cimitero di San Casciano i resti dell’ex postino

    Depositati nella cassetta di zinco, in attesa della decisione se metterli in un loculo oppure nell’ossario comune (come quelli di Pietro Pacciani)

    SAN CASCIANO – Era una giornata di sole quella di quattordici anni fa, il 15 aprile 2009, quando l’ex postino di San Casciano, Mario Vanni, fu inumato nel cimitero di San Casciano.

    Era venuto a mancare, all’età di 82 anni, il giorno di Pasquetta 2009, presso l’ospedale di Ponte a Niccheri. Dove era stato ricoverato per una crisi respiratoria.

    L’ultimo “compagno di merende”, Mario Vanni appunto, era stato condannato nel 2000 all’ergastolo (pena poi sospesa) per gli ultimi quattro duplici omicidi attribuiti al mostro di Firenze.

    Oggi, martedì 28 febbraio, i suoi resti sono stati esumati, come altri che erano nello stesso riquadro cimiteriale. Questa volta però non c’era nessuno dei familiari.

    Mario Vanni

    Nel silenzio, rotto solo dalle raffiche di vento gelido, gli operatori cimiteriali, con grande professionalità, hanno raccolto le ossa.

    Depositandole nella cassetta di zinco, in attesa della decisione se mettere i resti in un loculo oppure nell’ossario comune (come quelli di Pietro Pacciani).

    Quella mattina di quattordici anni fa, al cimitero, erano solo due i sancascianesi che assistettero all’inumazione.

    Non ci fu il funerale in chiesa, arrivò direttamente da Firenze con il carro funebre: ad attenderlo i familiari, scocciati della presenza di molti cronisti, invitati a stare a distanza dai carabinieri.

    Mentre il proposto emerito di San Casciano, don Renzo Pulidori (che oggi ha 102 anni), benedì la salma con una breve cerimonia.

    Eravamo anche andati a trovarlo Mario Vanni, nella casa di riposo a Pelago, con il consenso del suo avvocato, Nino Filastò. Non per “estorcergli” chissà quale verità, ma semplicemente da suoi compaesani.

    “Se va gli farà piacere sentire parlare del suo paese” ci disse Nino Filastò. Così facemmo.

    Lo incontrammo nel salone della casa di riposo: non si capiva ormai più cosa diceva, piangeva e si lamentava. Decidemmo che fosse meglio lasciarlo tranquillo, salutammo e venimmo via.

    Michele Giuttari, che guidò il Gides (gruppo investigativo delitti seriali) dichiarò dopo la scomparsa di Vanni: “Si porta nella tomba i segreti che non ha voluto o potuto rivelare, in altre parole quelli sui mandanti del mostro”.

    Quei segreti che ancora oggi non sono emersi.

    E che inducono molti a chiedersi se, davvero, Mario Vanni sia stato un assassino. Complice del mostro di Firenze.

    Aprile 2009, i funerali di Mario Vanni

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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