SAN CASCIANO – Per la prima volta la festa patronale della Misericordia di San Casciano, a causa del Covid-19, ha lasciato la sua storica sede e chiesa di Santa Maria al Prato, in piazzetta Simone Martini, per la più grande Propositura Collegiata di San Cassiano.
Qui, già da giovedì 1 ottobre è iniziato il triduo in preparazione alla festa della Madonna. Con le Santa Messe culminate domenica 4 ottobre, durante la Messa Solenne delle 11, con la vestizione di dodici nuovi Fratelli.
Dall’altare il Governatore Roberto Cacciatori li ha chiamati uno per uno: Tommaso Becucci, Alessia Calamandrei, Loretta Capresi, Beatrice Filippone, Nadya Kkhlibkevych, Serena Giani, Moreno Lotti, Sidonia Mannini, Lorenzo Milizia, Daniele Petruzzi, Rossana Renzi, Franca Galanti. E ognuno di loro ha risposto con la frase consona: “Dio rimeriti”.
“Chissà perché siete qui – ha detto il proposto, don Massimiliano Gori, rivolgendosi a ognuno di loro – Perché qualcuno ci ha chiamati per strade che ci immaginavamo, per strade che talvolta sono piacevoli, talvolta meno, ma Dio ci chiama sempre”.
“E’ bello – ha aggiunto il sacerdote – vedervi per le vie del nostro paese con indosso la divisa da soccorritori; ed è bello sapere che qualcuno è pronto a prendersi cura di noi, con i propri doni, con i propri difetti. Pronto a donare del tempo per la cura degli altri”.

“Tutto questo – ha spiegato – lo celebriamo nel giorno della festa di Maria Santissima Regina del Rosario, che come si vede ha in mano quella corona che racchiude tutta la vita di Gesù. Siate degni operatori di giustizia, di pace, di bontà. Nell’umiltà, nella semplicità e nel silenzio”.
Il Governatore Roberto Cacciatori si è così rivolto ai nuovi Fratelli: “Abbiamo sempre bisogno della protezione della Madonna della Misericordia, di cui abbiamo qui la statua. E in questi giorni così difficili è sempre più necessaria la sua protezione”.
“Il Coronavirus – ha detto il Governatore – ha stravolto le persone, la società tutta. E naturalmente anche le associazioni come la nostra. La nostra sede, che era sempre aperta a tutti, è diventata un fortino chiuso dove solo i Fratelli di servizio (con mille precauzioni) possono entrare”.
“Arrivare a un medico è diventato difficile – ha ammesso – gli ospedali fanno anche paura. Per mesi hanno sospeso ogni attività per concentrarsi sulla pandemia e molti malati, anche oncologici e sofferenti per diverse patologie, sono stati messi in aspettativa”.
“Tutto negativo allora? Fortunatamente no – ha risposto – c’è chi ha resistito, chi ha guardato più in là della propria casa, del proprio orticello, ed ha continuato a prodigarsi per gli altri, non si è tirato indietro. Avete capito che mi sto riferendo a tutti quei Fratelli della Misericordia che anche con questa pandemia hanno continuato a fare il loro turno di servizio per gli altri”.
“Certo – ha sottolineato – hanno adottato tutte le misure necessarie per tutelare se stessi e gli altri, ma sono stati presenti e pronti. Questo è lo spirito originario della Misericordia, nata prima a Firenze nel 1244. E anche nel “Castello di Santo Cassiano” nel 1631. Fino a quando non sono arrivati la peste, il colera, i Fratelli davano ai malati la loro assistenza sebbene non ci fossero le medicine per le cure, come del resto ancora oggi non esistono contro il Coronavirus”.
“E’ nei momenti difficili – ha esortato Cacciatori – che viene fuori la generosità delle persone. E la presenza di questi dodici Fratelli che oggi hanno indossato la veste della Misericordia ne è la riprova. L’anno scorso, quando tutto andava bene, furono solo quattro”.
“Un grazie sentito allora a tutti per il loro servizio – ha concluso – perché noi tutti, sicuri della loro presenza, possiamo affrontare con più coraggio il pericolo della nostra vita. La Madonna del Rosario nostra Patrona ci protegga sempre”.

Al termine sono state consegnate le Benemerenze ai Fratelli defunti: Novello Pescini, Luigi Failli, Giuliano Pelacani, ritirate dai familiari.
Anche se in maniera ridotta, senza la consueta processione per le vie del paese, si sono svolti anche la distribuzione dei panelli benedetti e il rinfresco.
Con le dovute precauzioni e la vigilanza dei volontari preposti è stato aperto anche il cinema Everest per seguire la cerimonia, mentre nel pomeriggio il Corpo Musicale “Oreste Carlini” si è esibito all’interno della Propositura, anche qui con le norme sul distanziamento sociale.
Due le curiosità, tra i nuovi Fratelli che hanno ricevuto la veste anche un giovane medico; mentre un simpaticissimo bambino, con mamma e babbo soccorritori e una sorellina di pochi mesi, ha voluto indossare anche lui la “mini” maglia della Misericordia.
Anche questo fa capire l’affetto per l’Arciconfraternita di San Casciano.
@RIPRODUZIONE RISERVATA



































