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giovedì 13 Giugno 2024
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    25 aprile da ricordare a Montefiridolfi: monumento ai caduti ripulito e cerimonia

    Presenti il sindaco Pescini e don Rosario Landrini: che ha letto (emozionandosi) le parole iscritte su una lapide

    MONTEFIRIDOLFI (SAN CASCIANO) – Quello del 2019 è stato, a suo modo, un 25 aprile storico per Montefiridolfi.

     

    Una festa della Liberazione celebrata con un monumento ai caduti ripulito di tutto punto, grazie all'associazione Montefiridolfi (in particolare Paolo Ermini e Gabriele Sani, leggi qui).

     

    Fin dalla mattina una corona di alloro è stata deposta ai piedi del monumento, ricollocato ormai da anni ai giardini dalla sua posizione originaria in piazza.

     

    Alle 12.15, davanti a una folta delegazione di montigiani, il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini (al suo ultimo 25 aprile da primo cittadino) e don Rosario Landrini, hanno onorato la memoria di chi è morto per la libertà e la democrazia.

     

    E prima della benedizione, un emozionato don Rosario ha letto ai presenti le parole iscritte su una lapide (posta sul vecchio comune di Scandicci) che in questi giorni ha rapprresentato uno dei modi con cui moltissimi, sui canali social, hanno ricordato la ricorrenza. Ve le riportiamo sotto.

     

     

    25 aprile 1945

     

    Ricorda, o cittadino, questa data

    E spiegala ai tuoi figli

    E ai figli dei tuoi figli

    Racconta loro

    Come un popolo in rivolta

    Si liberasse un giorno

    Dall’oppressione

    E narra loro

    Le mille e mille gesta di quei prodi

    Che sui monti, nei borghi e in ogni luogo

    Sbarrarono il passo all’invasore

    Né ti scordar dei morti

    Né ti scordar di raccontare

    Cos’è stato il fascismo

    E il nazismo

    E la guerra ricorda

    Le rovine, le stragi, la fame e la miseria

    Lo scroscio delle bombe e il pianto delle madri

    Ricordati di Buchenwald

    Delle camere a gas, dei forni crematori

    E tutto questo

    Spiega i tuoi figli

    E ai figli dei tuoi figli

    Non perché l’odio e la vendetta duri

    Ma perché ben sappian quale immenso bene

    Sia la libertà

    E imparino ad amarla

    E la conservino intatta

    E la difendano sempre.

     

    25 aprile 1955

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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