San Casciano investe sul vissuto dei cittadini con il museo orale dell’identità locale

Giovedì 12 luglio alle 18.30 in biblioteca presentazione del progetto e raccolta disponibilità dei sancascianesi

SAN CASCIANO – In ogni sancascianese "abita" un museo di idee, conoscenze ed esperienze. Una testimonianza viva e dinamica che narra il presente, le tipicità, le pratiche virtuose, le storie e la cultura del passato con uno sguardo rivolto al futuro.

 

 

Si pone l’obiettivo di costruire un’identità locale, un patrimonio da condividere e tramandare alle generazioni che verranno il progetto “Mappe di comunità”, ideato dal Comune, dal Sistema Museale Chianti Valdarno in collaborazione con l'Università di Firenze con il coordinamento dall’antropologa Emanuela Rossi.

 

Ricerca, storia e cultura locale si intrecciano nella sperimentazione, avviata da qualche settimana, promossa dalla giunta Pescini e finanziata dalla Regione Toscana.

 

"MUSEI" GIA'… APERTI – Rebecca Serchi

 

L’intento è quello di investire sulla rete delle relazioni, sulle persone che amplificano i loro saperi e propagano echi di personalità, stili di vita, rafforzano il senso di appartenenza e radicamento nel luogo in cui vivono.  

 

“Con la comunità del Chianti – dichiara il sindaco MassimilianoPescini – apriremo il nostro museo orale, accoglieremo e valorizzeremo il patrimonio diffuso di ricordi ed emozioni partendo dai cittadini e dalla dimensione umana, di vita vera, messa a disposizione delle nuove generazioni, come risorsa collettiva”.

 

Giovedì 12 luglio alle 18.30 nella sala conferenze della biblioteca comunale di San Casciano gli esperti e i coordinatori dell’iniziativa illustreranno nel dettaglio il percorso chiedendo alle associazioni e ai cittadini di farne parte nel ruolo di protagonisti.

 

"MUSEI" GIA'… APERTI – Renzo Masi

 

Al primo incontro collettivo del progetto, che si concluderà entro il 2018, saranno presenti il sindaco Pescini, l’assessore alla cultura Chiara Molducci, il coordinatore del Sistema Museale Nicoletta Matteuzzi, la coordinatrice del progetto Emanuela Rossi, gli antropologi Costanza Lanzara e Marco D’Aureli.

 

Il punto di partenza è quella valigia che ognuno di noi, a qualunque età, spinto dall’istinto esploratore, idealmente e interiormente porta con sé.

 

Con i suoi pensieri e i suoi desideri il cittadino riempie e scrive una pagina di vita, crea spazio nella memoria, conserva un valore nel tempo.

 

“Poniamo al centro i percorsi condivisi dalle famiglie e la ricerca di una radice comune tesa a sviluppare accoglienza – aggiunge l’assessore Molducci – sono gli specchi in cui riflettere l’idea di chiantigianità, uno dei tesori più preziosi da fermare sulla carta, anzi sulla mappa di comunità, finalizzato alla definizione di un documento destinato a rappresentare San Casciano negli anni a venire”.  

 

"MUSEI" GIA'… APERTI – Claudio Gheri

 

I primi ad aprire i loro "musei di vita vissuta" sono stati Alice Chiostrini, Rebecca Serchi, Tiziana Giuliani, Sara Gremoli, Carlo Giuntini, Renzo Masi, Claudio Gheri, Fabrizio Fornera.

 

Sancascianesi, e non solo, che gli antropologi Costanza Lanzara e Marco D'Aureli hanno intervistato nei giorni scorsi per dare avvio al progetto creativo di comunità.

 

Il loro viaggio attraverserà luoghi, incontrerà e incrocerà generazioni diverse, a spasso nella memoria, nella storia, nella cultura e nelle tradizioni di San Casciano.

 

di Redazione

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