SAN CASCIANO – "Prendiamo atto che ci devono essere serie problematiche nel comprendere quanto viene detto e anche scritto, le parole di Alessandro Scipioni ne sono la riprova. Ma sappiamo bene che si tratta semplicemente e volutamente di strumentalizzazioni di bassa lega…".
A parlare è David Malquori, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale a San Casciano, replicando alle accuse della Lega sul voto contrario alla mozione consiliare di, in sostanza, equiparazione del comunismo al fascismo.
"Nei molti interventi che hanno animato il dibattito sulla mozione – riprende Malquori – e lo ribadiamo qui a scanso di equivoci, abbiamo condannato in modo netto tutti i regimi totalitari, che si parlasse di nazismo, fascismo, stalinismo e tutte le dittature, di qualsivoglia natura. Condanna che esprimiamo anche nella nostra mozione, approvata dal consiglio, che promuove la tutela e la promozione dei valori della Costituzione e della Resistenza, e nelle cui premesse si fa riferimento a tutti i regimi totalitari, promuovendo appunto i valori contenuti nella nostra Carta Costituzionale".
"Ci teniamo a ricordare alla Lega – continua – e a tutte le altre forze politiche, che la nostra amministrazione promuove eventi ed iniziative per non dimenticare gli orrori perpetrati dai totalitarismi del ventesimo secolo, dalla Giornata della Memoria del 27 gennaio alla Giornata del Ricordo del 10 febbraio oltre alle celebrazioni del 25 aprile e del 27 luglio. A tutte queste manifestazioni il Pd sancascianese partecipa sempre, convintamente".
"La risoluzione del Parlamento Europeo citata dalla Lega – dice ancora il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale – non è stata votata da tutti gli europarlamentari del Pd ed è stata oggetto di forte critica da parte di autorevoli esponenti del nostro partito, e non solo, convinti che non si possano cristallizzare in un testo di poche righe, dinamiche e movimenti storici estremamente complessi e articolati, aperti a una pluralità di interpretazioni".
"Tale risoluzione – ricorda Malquori – contiene anche gravi inesattezze storiche, come dimostrato anche da storici come Guido Crainz e Alessandro Barbero. Ci teniamo a sottolineare, inoltre, che non siamo abituati a prendere per buono tutto quello che viene dai nostri esponenti nazionali e comunitari, ma ragioniamo e parliamo tra di noi. Non abbiamo un "capitano" che ci comanda e ci suggerisce cosa dire".
"La risoluzione che alla Lega sta tanto a cuore – rilancia – invita a prendere misure concrete contro la diffusione di gruppi politici che non rinnegano il fascismo e il nazismo ma che anzi, ne fanno sfoggio, nella propria simbologia e nell'azione politica quotidiana. Invitiamo quindi prima di tutto il partito di Matteo Salvini a dimostrare di averla letta e compresa, evitando di far partecipare alle proprie manifestazioni movimenti politici dichiaratamente neofascisti e condannandoli in modo chiaro e netto".
"La mozione chiede – afferma Malquori – infine, di evitare l'uso del simbolo della falce e il martello nei luoghi pubblici, tralasciando il fatto che quanto richiesto non rientra nelle prerogative di un sindaco, vogliamo sottolineare che si tratta del simbolo di alcuni dei principali protagonisti della vita democratica del nostro paese, partiti che hanno contributo alla crescita e allo sviluppo economico e sociale dell'Italia. Ci sembra opportuno ricordare che il Partito Comunista e il Partito Socialista italiani sono stati, insieme a tutte le altre forze democratiche dell'epoca, organizzate nel Comitato di Liberazione Nazionale, protagonisti della lotta contro l'occupazione nazifascista e hanno contribuito con un ruolo da protagonisti, esprimendo 219 componenti dell'Assemblea Costituente, alla stesura della Costituzione Italiana".
"Per finire – conclude – prendiamo in prestito proprio le parole di uno dei più importanti storici italiani, Alessandro Barbero, che, interrogato sul tema, ha così dichiarato: "La falce e il martello non sono simboli della dittatura di Stalin ma di una speranza che per oltre centocinquant’anni ha animato milioni di persone in tutto il mondo. Lo prova il fatto che si può essere comunisti e avere una pessima opinione di Stalin e criticare il suo regime; al contrario, ed è facile verificarlo, non troverà nessuno tra quanti si richiamano al fascismo che abbia la forza di criticare Mussolini e il suo regime; se lo immagina in Germania un neonazista che critichi il Führer? Non esiste fascismo al di là della dittatura di Mussolini, né nazismo al di là di Hitler. Il comunismo invece ha espresso diverse personalità e pensieri. Se avessi una vecchia tessera del Pci, magari firmata da Enrico Berlinguer, mi dovrei forse vergognare?"".
di REDAZIONE
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