SAN CASCIANO – La sua famiglia ha fatto e sta facendo di tutto. Per cercare di trovare un varco in una malattia terribile, il neuroblastoma infantile, che purtroppo ha colpito il piccolo "Giovanni" (il nome è di fantasia), nove anni e mezzo, che vive insieme ai suoi cari in una frazione del comune di San Casciano.
Una situazione difficile, quasi impossibile. Arrivata a un punto tale in cui, a dispetto di diagnosi che lasciano ben poche speranze, si cerca comunque (comprensibilmente) di battere ogni strada possibile.
"Ho scritto a tutto il mondo – ci dice il babbo del bambino – in Italia e all'estero, in Germania, negli Stati Uniti. E ovunque ci hanno detto di seguire le indicazioni che ci vengono date dal Meyer e dall'ospedale Bambin Gesù".
Il Meyer è infatti l'ospedale che ha seguito il bimbo in tutto questo maledetto percorso. Il Bambin Gesù di Roma quello a cui si è rivolto il padre, dopo le ultime (cattive) notizie che gli sono state date.
Il motivo? "Al Bambin Gesù – ci dice il babbo – stanno facendo una sperimentazione su un farmaco che potrebbe rallentare la malattia di mio figlio, una sorta di inibitore della crescita della malattia. In modo da poterla rallentare per poter fare delle cure".
Per cercare di velocizzare una situazione che avrebbe tempi incompatibili con quelli della malattia del figlio, il babbo di "Giovanni" ha lanciato anche una petizione (che ha raccolto in poche ore oltre 3.500 firme) sulla piattaforma Change. org, "Salviamo mio figlio, approviamo il farmaco Curaxin 137" (la trovate e potete firmarla qui).
"Il neuroblastoma – si legge nella petizione – specie quello aggressivo, è il meno curabile dei tumori infantili. Curaxin 137 è un inibitore chiamato il "tallone di Achille" del neuroblastoma, che impedisce la riproduzione del tumore e può essere utilizzato anche in combinazione con la chemio".
"Dato che sta partendo la fase due della sperimentazione nei bambini in Usa e in Australia – prosegue – facciamolo passare subito alla fase tre per tutto il mondo, in modo da curare bambini con neuroblastoma come mio figlio che ora non hanno speranze".
Se volete firmare la petizione, potete farlo qui.
di Matteo Pucci
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