Piccola scuola in movimento, fra storie e sentieri del territorio: chiuso il ciclo dedicato ai ragazzi

Ragazzi fra i 9 e i 14 anni si sono potuti godere percorsi incredibili, angoli nascosti, racconti mai sentiti. Una vera e propria scuola all'aperto, mai vissuta prima

SAN CASCIANO – Si sono concluse con le due ultime escursioni di sabato 1 e domenica 2 maggio le passeggiate “PRESENTE! Culture giovanili oltre i percorsi dell’emergenza”.

La Piccola scuola in movimento, organizzata dall’associazione culturale Il Labirinto con il patrocinio del Comune, dell’Istituto Comprensivo “Il Principe” e il contributo economico di Publiacqua.

Escursioni che hanno offerto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole primarie e delle secondarie di primo grado (dai 9 ai 14 anni), occasioni di apprendimento all’aria aperta, per scoprire il Medioevo e il Rinascimento “sotto casa’”.

Ascoltando Dante, le lettere del Machiavelli, Savoranola e San Francesco, letture e musiche eseguite da Emiliano Terreni, storia e storie di Andrea Calamai, mentre gli accompagnatori ambientali Iuri e Vanessa Pagliai hanno fatto conoscere ai giovani studenti le tante varietà di piante incontrate durante i tragitti.

Anche attraversando alcuni tratti della nuova Rete dei sentieri di San Casciano, in via di tracciamento da parte del Club Alpino Italiano di Firenze.

A loro si sono affiancati anche il gruppo di volontari dei “Pellegrini mercatalini”, esperti conoscitori del territorio e di tante sue storie.

“E’ stata una sorta di “risarcimento” – ha detto Stefano De Martin, che questa iniziativa l’ha progettata – per la pesante situazione che anche i giovanissimi hanno dovuto affrontare in questo anno di pandemia, per le ore scolastiche perse, per la riduzione dei rapporti sociali e amicali”.

“La proposta  – ha rimarcato – è stata di vivere in serenità un ambiente in grado di tenere lontani i virus, collegare il divertimento con l’apprendimento e lo studio. Appunto, una… piccola scuola in movimento”.

Alle escursioni ha contribuito anche la Protezione Civile della Misericordia di San Casciano, mettendosi a disposizione con un fuoristrada.

Sabato 1 maggio gli studenti, insieme anche alle loro professoresse, sono partiti da Mercatale Val per raggiungere attraverso i sentieri la Pieve di Campoli.

Durante il percorso una tappa è stata all’antica fornace che porta la data del 1919, oggi in stato di abbandono.

Qui veniva fatta la calce con i sassi di alberese prelevati poco distante, trasportati su un carrello fino alla bocca del forno, dove venivano adagiati su una specie di griglia.

Acceso il fuoco, dopo un giorno veniva estratto il materiale che, gettato in una tramoggia, successivamente veniva macinato fine. Ma alla fornace venivano cotti anche i mattoni, tegole e tegolini. L’attività è poi finita nel 2005 e da allora il degrado ha prevalso sulla struttura.

C’è stato il momento anche per la lettura di un passaggio del libro dei “fioretti” di San Francesco; poi l’arrivo alla Pieve di Campoli, dove a spiegare la sua storia è stato il diacono Mario.

Riservando agli studenti un momento di emozione, ovvero dando a ognuno di loro l’opportunità di suonare le campane: essendo ancora manuali, ecco l’opportunità di fare un esperienza da… “campanaro”.

L’ultima escursione si è svolta domenica 2 maggio, sempre partendo da Mercatale, direzione Villa di Senzano. Passando da Sant’Anna e risalendo per Macia Lunga, per arrivare alla villa accolti dai proprietari la famiglia dei conti Pierucci Bondicchi, Luigi e Maria Clotilde, Nicoletta e Pierlorenzo, che hanno accompagnato tutti sotto il maestoso Cedro del Libano che porta i segni dei suoi trecento anni.

Poi la visita al giardino all’italiana, la bellissima limonaia, dove sono presenti due limoni che hanno la bellezza di 150 e 180 anni.

Per la prima volta è stata data l’opportunità di visitare la stanza da letto dove, nel 1785, durante uno dei suoi spostamenti fu ospite e riposò papa Pio VI Giannangelo Braschi, che concesse l’indulgenza plenaria in perpetuo per i visitatori dell’oratorio della villa nella seconda domenica dopo Pasqua.

Insomma, un’esperienza bellissima che i giovani studenti hanno particolarmente apprezzato. Con la voglia di ripetere nuove esperienze. 

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