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sabato 13 Luglio 2024
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    Applausi a scena aperta per la “prima” curata da Stefano Massini e messa in scena da Arca Azzurra Teatro


    Cinque cuochi fra pentole, scodelle, farine, salse, "romaioli": intenti a creare la ricetta del "Principe" perfetto, come non è mai visto, a miscelare fortuna e virtù, passione e gelo, furore e raziocinio. E, arrivati alla fine degli ingredienti inseriti in un grande pentolone, scoprire che…

     

    Applausi a scena aperta, venerdì 10 maggio al Teatro Niccolini di San Casciano, per la prima assoluta nazionale che ha inaugurato ufficialmente il programma delle celebrazioni, organizzato dal Comune di San Casciano per rendere omaggio a Niccolò Machiavelli e al suo capolavoro, il “De Principatibus”, di cui quest’anno ricorre il cinquecentenario dalla stesura (si torna in scena sabato 11 maggio alle 21.15, info www.teatroniccolini.it).

     

    Una libera e trascinante versione del “Principe” in cui il drappello di cuochi (Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Andrea Costagli, Giuliana Colzi, Lucia Socci), cerca di cucinare un Principe all’Italia. Dare al disgraziato paese una guida, un governo, un faro, proprio come si augura Machiavelli nell’ultimo capitolo del suo celeberrimo libretto.

     

    Una metafora, quella dei fonrelli, che ci restituisce un affresco attuale, a tratti in maniera impressionante, della società che stiamo vivendo: si parte da Machiavelli per arrivare ai giorni nostri, trasportati da cinque attori straordinati, da un impianto scenico scarno ma avvolgente, da luci azzeccatissime.

     

    Il tutto con quel sapore inconfondibile di quella lingua rinascimentale così diversa dal nostro italiano eppure così profondamente nostra, tutta da gustare mentre tratteggia con nitide pennellate i ritratti di decine di Principi passati, da Ludovico il Moro a papa Borgia, dal Duca Valentino all’imperatore Settimio Severo senza tralasciare Maometto II di Turchia.

     

    E poiché la cucina dei Principi sforna le sue pietanze da secoli, ininterrottamente, può perfino darsi che a un tratto, da quelle pentole inquiete, salti fuori un intingolo imprevisto, in cui risuonano anche le frasi di Indro Montanelli e Pier Paolo Pasolini.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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